La giostra magica

La giostra magica
Dieci cavalli a dondolo di legno, con i pennacchi rossi e blu. Ognuno ha un segno che lo contraddistingue, un segno che richiama il suo carattere. C’è la guida del gruppo, Giulio Cesare, il grande capo; c’è Principessa, dagli occhi dolci; c’è Annibale, impertinente e ficcanaso, c’è Bianca dalle ciglia nere lunghissime. Vivono da sempre in una giostra magica, di quelle di provincia che prendono vita solo quando ci sono le feste di paese nelle piccole piazze, e appartiene a una coppia di sposi ormai anziani e stanchi che non hanno più le forze per gestirla. Sembra scontato tramandare la proprietà della giostra al loro unico figlio, ma lui non vuole sentire ragioni. Ha altre prospettive di lavoro, lui, e decide di andare dallo sfasciacarrozze per farla demolire. I cavalli magici, delusi e tristi, cercano una soluzione condivisa al problema e, dopo una notte insonne, la trovano. Favole. Avrebbero raccontato al giovane, delle favole. Dieci, una per ognuno di loro, tutte raccontate da genitori, nonni, zii dei bambini che li cavalcavano da anni. Questo per fare in modo che lui, nonostante la sua apparente freddezza, potesse decidere di non chiudere la giostra magica per, invece, prendersene cura come la sua famiglia aveva fatto per generazioni..
La giostra magica è una favola travestita da antologia di racconti. È curioso, infatti, il modo che Paola Cavallari - vincitrice del Premio Racconti nella Rete del 2006, nell’ambito della rassegna letteraria LuccAutori - ha scelto per narrare una vicenda apparentemente destinata ai bambini, ma che in realtà nasconde in sé delle verità più intime, più profonde, che potrebbero essere utili anche agli adulti: come ogni favola, del resto. La scrittura è scorrevole, niente affatto scontata, anche se le descrizioni sono un po' sovrabbondanti, forse sarebbero bastati meno dettagli. Prevale il tema quasi animistico della natura in cui tutto ha una vita e una sensibilità: dagli animali, agli alberi, agli oggetti. Un amalgama di realtà e sogno, di verità e fantasia. Ma di questi temi l’autrice è esperta, un po’ perché da sempre affascinata dalle favole, un po’ perché ne ha già scritte molte, quasi tutte pubblicate.

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