La lampada magica di Aladino

La lampada magica di Aladino

C'era una volta un uomo che si aggirava tra le bancarelle del mercato cercando un regalo per la festa della mamma. La sua curiosità fu attirata da una vecchia lampada. La comperò, un po' perché costava poco, un po' perché il venditore aveva suscitato la sua curiosità dicendogli che si trattava proprio della famosa lampada magica di Aladino. E perché non strofinarla, allora? Arrivato a casa, subito l'uomo la strofinò e dalla lampada uscì del fumo. "Che cosa desideri?" chiese il fumo (che era il genio della lampada). "Voglio diventare schifosamente ricco" rispose l'uomo. Il genio lo esaudì e l'uomo si ritrovò una enorme montagna di cacca in giardino. Accipicchia! Il primo dei tre desideri riservatigli se ne era andato così. Il secondo, formulato sempre in relazione al sogno di diventare ricco, lo rese padrone del diamante rosa più grande del mondo. I diamanti, però, si sa, fanno gola ai ladri. E così, puntualmente, dopo un solo giorno il diamante fu rubato. All'uomo restava una sola possibilità e pensò che doveva pensare bene alla domanda da formulare perché il genio della lampada prendeva tutto alla lettera, troppo alla lettera. Così, pensa e ripensa, convintosi che tutti i beni che avrebbero potuto renderlo ricco avrebbero potuto essergli sottratti dai ladri o da altre calamità, chiese di diventare famoso: "Mi guadagnerò la ricchezza con la mia celebrità" pensò "e nessuno mi potrà rubare la faccia". Ma per le fiabe moderne è molto più difficile trovare quel lieto fine che nelle antiche di solito è presente...

Nicolò Carozzi, l'illustratore di questo albo, è il vincitore del concorso di illustrazione Notte di fiaba 2016. Il concorso internazionale che si tiene a Riva del Garda nel 2016 ha avuto come protagonista proprio Aladino. Le illustrazioni di Carozzi, estremamente originali ed espressive, rivelano grande abilità tecnica e capacità di profonda ironia. La rivisitazione della fiaba è ricca di intelligenza anche quanto al testo, che sembra ammonire a misurare bene le parole e a considerare con attenzione il loro significato, oltre che a non parlare a vanvera e con superficialità. Perché il discorso influisce sulla realtà, ben oltre la magia.



 

 

 

 
 
 
 

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