La mia vita è un romanzo

La mia vita è un romanzo
Derek ha almeno un centinaio di piani per l'estate: far diventare matta la baby-sitter, gironzolare col suo labrador Bodi, insegnare alla scimmietta che sua mamma sta curando ad accendere il microonde... Insomma, tutto tranne fare le letture estive. Peccato che questo sia proprio l’obiettivo della congiura ordita da mamma, papà e la signorina Williams, la sua insegnante. A peggiorare le cose , ci si mettono anche le avventure che sadicamente “cercano” Derek, come se volessero distrarlo appositamente: prima tra tutte, il ritrovamento di un articolo di giornale sulla morte di una ragazza, di cui la madre non ha intenzione di parlare. Non ci vorrà molto perché la piccola peste convinca i genitori ad andare sul luogo dell'incidente e capisca che ci sono storie ovunque e sono infiniti i modi di leggerle…
Tutti, almeno una volta nella vita, hanno avuto a che fare con un Derek: irrispettoso, irriverente e irritante. Insomma, uno di quei bambini che o si amano nonostante tutto o portano all'esaurimento nervoso. Benché, nel corso del libro i suggerimenti di guai da combinare siano molti e le pessime idee divertenti non siano un tipico esempio di rispetto nei confronti dei genitori, il lettore arriverà ad amare  davvero Derek per le intuizioni che nascono dalla sua incoercibile vivacità. Questo tipo di comportamento, leggermente iperattivo, nasconde anche un bell'insegnamento per i genitori: è inutile aspettarsi che il proprio figlio non combini guai se non gli si offrono alternative di divertimento; ma anche che non servono sempre tante parole, per insegnare: a volte basta semplicemente mostrare come si fa. Nonostante ciò che sembrava promettere all'inizio, il libro non dà ovviamente la chiave per convincere i tanti ragazzini reticenti alla lettura a prendere in mano un libro; ma, in effetti, questa chiave esiste veramente? No, o almeno non è uguale per tutti. Derek, però trova la sua: visualizzare la storia nella sua mente, come fosse un film o un cartone animato, di quelli che realizza lui stesso con le illustrazioni del suo dizionario personale. Il tema centrale non è tanto il problema di un dodicenne con la lettura, quanto il capire le storie: ci sono tante cose da leggere, anche la realtà, che ha tante sfaccettature, ognuna delle quali è si offre a una lettura particolare. Derek lo capisce, ed è sulla buona strada per diventare (un giorno, e con molta fatica forse, ma poco importa) un lettore.

 

 

 

 
 
 
 
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