La mirabolante storia del signor Scoppiavaso, babbuino istruito

La mirabolante storia del signor Scoppiavaso, babbuino istruito
In una grande e strana città situata chissà dove, una famiglia di babbuini spuntata fuori dal nulla ha occupato “Crofty Creek”, una fatiscente magione infestata dagli scarafaggi e per questo disertata da inquilini sapiens sapiens, che certo non avrebbero potuto apprezzare la comodità di avere direttamente in casa una dispensa di insetti freschissimi da gustare per cena. Non sono scimmie come tante quelle di Crofty Creek, o almeno non lo è il capofamiglia, il signor Scoppiavaso, il cui q.i. non ha nulla di scimmiesco e anzi, probabilmente, supera di molto anche quello degli stolidi burocrati umani che sembrano decisi a rovinargli l’esistenza. Ma, d’altra parte, come non immaginare guai e grattacapi per una scimmia intelligente come lui, mostruosamente diversa dai suoi simili come dagli uomini, capace di parlare con l’eloquenza di un principe del Foro e di spulciarsi con la stessa nonchalance, in bilico come un funambolo spericolato tra due mondi inconciliabili?
È un romanzo davvero sintetico l’esordio letterario dell’inglese Cornelius Medvei: cento paginette o poco più, e molto, molto ariose, tanto da poter essere ingoiate e digerite senza sforzo in una manciata di ore. Non che in letteratura la stringatezza sia di per sé un disvalore, al contrario (tanto per fare un esempio: avete presente le meravigliose Tragedie in due battute di Achille Campanile?), ma lo diventa senz’altro se dà l’impressione di una certa frettolosità, come se l’autore non vedesse l’ora di mettere la parola fine al suo lavoro, e avesse buttato giù al fulmicotone le proprie idee, abbozzandole, ma senza darsi cura di svilupparle come avrebbero meritato. La mirabolante storia del signor Scoppiavaso, favola moderna sulla bizzarria umana raccontata attraverso i patimenti di una scimmia sapiente e incongrua, soffre appunto di questa fretta, e si riduce a una rapidissima sequela di episodi grotteschi e a un’altrettanto rapida passerella di personaggi senza alcuno spessore, macchiettistici e sopra le righe sempre (dalla signorina Young, l’insegnante innamorata del babbuino, al signor Forrest, l’impiegato del Comune che dovrebbe sfrattare da Crofty Creek la famigliola di babbuini). Il che ci sembra un vero peccato, perché l’idea di partenza era davvero buona, e il signor Scoppiavaso avrebbe meritato di poter dispiegare il suo potenziale attraverso una narrazione più distesa, che per di più avrebbe permesso alla “morale” della storia di emergere con un po’ più di chiarezza e di forza. Come maggior mordente avrebbe richiesto il finale, che scorre via troppo liscio e un po’ fiacco, e sembra lasciare insoddisfatti come un pranzo da cui ci si alzi con lo stomaco ancora borbottante e desiderosi di addentare una grossa e sugosa bistecca al sangue. Dietetico.

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