La Principessa di Alberobello

La principessa di Alberobello
“Questa è la Principessa di Alberobello. E questo cos'è? Questo è l'ANELLO della Principessa di Alberobello. E questo cos'è? Questo è il FAZZOLETTO che avvolgeva l'anello della Principessa di Alberobello. E questo cos'è? Questa è la GAZZA che rubò il fazzoletto che avvolgeva l'anello della Principessa di Alberobello ...”
Da noi questo racconto tradizionale europeo ha una versione “ufficiale” - si tratta, come avrete capito, della canzone "Alla fiera dell'est" di Angelo Branduardi che ripropone lo schema (tanto amato dai bambini di ogni epoca) della storia narrata a ritroso che ad ogni tappa richiama tutti gli elementi precedenti. L'illustratore aragonese Javier Solchaga se ne appropria e fornisce un'esemplare dimostrazione della capacità dell'arte di ricreare l'antico. Solchaga utilizza materiali di recupero, oggetti poveri di uso comune assemblati tra loro per dar vita ai personaggi della storia. Un temperino di metallo diventa la testa del cane “che morse il gatto”, un paio di viti storte fanno da corna al capretto “che partorì la capra che bevve l'acqua” ... Le sagome di queste creazioni emergono plastiche e tridimensionali dagli sfondi monocromatici delle pagine. Se ne osservano le imperfezioni, la grana delle superfici, i graffi, le scrostature, la trama dei tessuti, i segni dell'uso e del tempo. Oggetti defunzionalizzati, anatomizzati e riscoperti nella loro essenza di “cosa” (colore, forma, dimensioni). Questa operazione si specchia nel gioco suggerito dalla struttura del libro. Nella pagina destra ricorre la domanda “E questo cos'è?” che accompagna un ingrandimento di un dettaglio dell'oggetto che al lettore si rivelerà completamente alla pagina successiva. Dal particolare, privato del contesto e ingigantito, poco o nulla si evince della cosa a cui appartiene (non vi ricorda “L'oggetto misterioso”, il quiz TV che imperversava negli anni Ottanta?). Ma non basta più indovinare l'oggetto. Cosa ne sarà stato dopo la cura Solchaga? I piccoli lettori, pagina dopo pagina, faranno una scorpacciata di invenzioni di straniante bellezza che contribuiranno a sviluppare uno punto di vista “laterale” sull'oceano di cose in cui annega il nostro mondo. Poesia degli oggetti, arte del riuso: che c'entri qualcosa la crisi del capitalismo?

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