La principessa e lo scheletro

La principessa e lo scheletro
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Lulù non è felice del rimprovero della mamma: consumare un intero tubetto di dentifricio ogni sera è fuori luogo! Eppure lei è innocente, come convincere la regina? Semplice, incastrando il colpevole. Ecco dunque l’appostamento, che si conclude in maniera pazzesca: è uno scheletro in ossa e ossi a consumare il prezioso tubetto! Superata l’iniziale sorpresa, i due fanno amicizia e il signor Ossi rivela a Lulù di essere il solitario ospite dell’armadio del re, il papà di Lulù. Che fa uno scheletro in un armadio? Semplice, custodisce un segreto! Che però, a un certo punto, viene smarrito per via di un cane molto sospettoso nei confronti di quel mucchio d’ossa vestito da donna. L’inseguimento del cane porta la strana coppia a una casetta in fondo al bosco, dove abitano due personaggi bizzarri: il barbone Luigi e il derelitto Socrate, pacifici figuri che vivono ai margini della società. Ma i due padroni di casa prenderanno bene la visita a sorpresa della bambina e dello scheletro? Meno male che due amichetti di Lulù si sono messi a loro volta sulle sue tracce, convinti di un complotto alieno. Tra travestimenti poco credibili, zuffe col cane e l’aiuto di una lisca di pesce tutto pepe, alla fine il segreto viene ritrovato ma forse per Lulù sarebbe stato meglio ignorarlo…

Genitori e figli, due facce della stessa medaglia. Un po’ ci si ama, un po’ ci si odia. Sempre con amore, s’intende. Deve arrivare quel momento in cui l’idea meravigliosa che, da piccoli, costruiamo dei nostri genitori viene messa alla prova. Anche i grandi sbagliano, ecco la dura verità. Il talento di un genitore non è certo quello di essere perfetto bensì quello di assumersi la responsabilità dei propri errori e porvi rimedio. Una bella lezione anche per i ragazzi, che in queste pagine semplici e allegre trovano un bell’esempio di adulto, uno che fa una cosa davvero sbagliata ma poi, quando la magagna esce allo scoperto, ha il coraggio delle proprie azioni. Ovviamente piace anche la principessa, per niente stereotipata, che con intraprendenza va a caccia della verità, senza venirne schiacciata ma dimostrando che, affrontandola, si possono cambiare le cose. Un po’ di magia, per condire questi sani principi, ci vuole, dunque irresistibile la lisca di pesce e simpatici tutti i personaggi, che sembrano usciti dalle tavole che l’autrice più spesso illustra. Per concludere, nella sacca dei buoni sentimenti, una bella frecciata ai pigroni che non vogliono studiare: perfino i re hanno bisogno di buoni voti, per essere credibili! Ai buoni e giovani intenditori, poche parole.

 

 

 

 
 
 
 

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