La scolopendra non entra in classe

La scolopendra non entra in classe
Morgan ha nove anni e porta a scuola gli insetti di cui è appassionato: cavallette, libellule, ... Un giorno scopre nel corridoio della scuola una bellissima scolopendra, “un centopiedi con quindici paia di zampe e la corsa veloce”. Senza provare né ribrezzo né paura, anzi, tutto orgoglioso per la scoperta, lo mette su un foglio e lo porta alla maestra. Ma quest’ultima, anziché valorizzare e stimolare la passione del bambino lo rimprovera e, con un movimento fulmineo del piede, uccide l’insetto.
La Scolopendra non entra in classe, sottotitolo “Dieci storie di scuola”, è un piccolo libro quadrato, scritto dalla parte dei bambini. Le storie presentano tutte situazioni ambientate nella quotidianità scolastica, in cui spesso i sentimenti e la spontaneità infantili vengono ignorati, quando non addirittura mortificati, dagli adulti, che invece dovrebbero saper favorire (e rispettare) nei fanciulli la crescita di interessi e di curiosità nei confronti del mondo e della conoscenza. “Scuola dell’obbligo, sì, ma purché la parte adulta della società si obblighi a proporre e a garantire alle bambine e ai bambini nel mondo tempi e luoghi ove essere tali e crescere […] anche un po’ a modo loro”, scrive Giusi Quarenghi nella Presentazione.  Raccomanderei agli insegnanti della scuola primaria ed ai genitori, ancor più che ai bimbi, di leggere questi racconti e di discuterne. Si ritrovano infatti nel libro situazioni di vita considerate dal punto di vista del bambino: alla trama si uniscono riflessioni pedagogiche e domande che hanno l’intento di stimolare il senso critico dell’adulto nei confronti dei comportamenti che mette in atto quando ha a che fare con uno o più bimbi. Pina Tromellini è pedagogista e le preme sottolineare come l’insegnamento e l’educazione debbano tener conto dell’individualità dei piccoli alunni, delle loro singole personalità, tutte diverse e tutte "importanti", e di come sia necessario che i bimbi e le bimbe possano “imparare ridendo”. I racconti sono illustrati, “interpretati” addirittura, da Sonia M. L. Possentini, pittrice ed illustratrice raffinata e sensibile, che tiene corsi presso la Scuola Internazionale di Illustrazione di Reggio Emilia.

 

 

 

 
 
 
 
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