Le 39 chiavi - Messaggi dall’oltretomba

Le 39 chiavi - Messaggi dall’oltretomba

Avete mai provato a non perdere di vista un undicenne pestifero e imprevedibile in una baraonda come il suq Khan-el-Khalili del Cairo? È un’impresa ai limiti del possibile e infatti Amy Cahill, pigiata come una sardina e stordita dal marasma di grida, colori e odori, non trova più suo fratello Dan. Sono appena arrivati in Egitto, sulle piste di un segreto a cui stanno dando la caccia anche altri membri della famiglia Cahill, che quanto a scrupoli lasciano molto a desiderare. Non per niente, quando finalmente Amy lo individua, Dan è lì lì per essere infilzato da un ago che sgocciola una sostanza letale. A impugnarlo è la loro perfida cugina Irina Skizova, ex agente del KGB, travestita da turista. Giusto il tempo di parare il colpo e i due ragazzi devono darsela a gambe nel dedalo di stradine. Di fuga in fuga, dribblando insidie ad ogni angolo, arrivano a mettere le mani su una preziosissima statuetta della dea Sakhet, lasciata per loro nella terra dei faraoni dalla nonna Grace (quella che prima di morire ha scatenato la disfida dei Cahill). Il valore del reperto è inestimabile, soprattutto perché all’interno nasconde un frammento di pergamena che guida alla tappa successiva: la tomba di Nefertari. All’ombra delle piramidi la contesa diventa sempre più appassionante. E pericolosa...
Giunti alla quarta puntata delle 39 chiavi Amy e Dan non perdono smalto. Perseveranti, intuitivi, simpaticamente “normali”, continuano a spremersi le meningi per arrivare primi in questa gara che mette tutti i Cahill contro tutti. Contrariamente ai volumi precedenti, (ciascuno scritto da un diverso autore), stavolta il cambio di mano si avverte. Jude Watson sforbicia sull’azione e introduce nella consueta sarabanda di colpi di scena qualche digressione più intimista. I due fratelli pensano con nostalgia la nonna morta, anche se non possono fare a meno di chiedersi perché mai li abbia mandati allo sbaraglio in quell’avventura così rischiosa (ed è quello che cominciamo a domandarci anche noi). Alla fine, dopo essere sfuggiti alle fauci di un coccodrillo ed essere scampati per un pelo all’eventualità di rimanere sepolti sott’acqua, Amy e Dan riescono a conquistare una nuova preziosa indicazione con cui proseguire la ricerca e si convincono che Grace in fondo non li ha mai abbandonati. Vien da dire che, a forza di procrastinare lo scioglimento dell’enigma e di complicare sempre di più la decodifica degli indizi, il plot tende a sfilacciarsi e la serie comincia a mostrare un tantino la corda. Ma, sottigliezze a parte, il divertimento non manca e neppure la voglia di sapere come andrà a finire. Anche perché si sta profilando all’orizzonte l’ingresso di un altro ramo di Cahill particolarmente temibili. Scommettiamo che nella prossima puntata Amy e Dan terranno loro testa a dovere? Nonostante la scorza tenera, quando il gioco si fa duro i piccoli duri cominciano a giocare.

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