Le avventure di Sinbad

Le avventure di Sinbad

Incontriamo Sinbad, giovane studente a pensione nel monastero di Podolin. Insieme ad un compagno tanto versato nel catechismo da essere soprannominato Papa Gregorio, Sinbad va a fare il bagno nel fiume  che scorre, “silenzioso e nero”, accanto al vecchio monastero. I flutti corrono vivaci e veloci, fin troppo vivaci e fin troppo veloci, tanto che il gioco dei ragazzi  si trasforma in tragedia… Ne “Il sogno di Sinbad” l'eroe è un “uomo di trecento e passa anni” che, nel corso della sua lunga vita, “era stato la stella di due o tre donne per volta. Non lasciava mai in pace nessuna finché questa non si innamorava di lui”… Nel racconto “Sinbad e l’attrice” il nostro è “un giovanotto appena centenario” che, su invito di un amico, si trasferisce in un piccolo villaggio. Ama la vita di campagna perché gli ricorda l’infanzia, le fiabe della nonna nella vecchia cucina, la sua bella mamma intenta a cucire nella luce del tramonto. L’amico ha una giovane moglie dal viso pallido e triste. La giovane donna, viene a sapere Sinbad, ha dovuto interrompere la carriera di attrice per sposarsi e forse è stata proprio questa rinuncia a darle quell’aria malinconica. O forse no…
Sinbad, il leggendario viaggiatore de Le mille e una notte, opera tra le più amate da Gyula Krúdy fin dalla giovinezza, personaggio affascinante e fiabesco, ma anche intraprendente e spregiudicato, è il protagonista dei ventiquattro racconti di questo libro. La sua epopea rivive però qui in ambiente ungherese e spesso le sue storie coincidono con momenti dell’autobiografia dell’autore. Si tratta dunque per lui di un viaggio nel tempo, nella memoria e nella nostalgia e non di un vagabondaggio nello spazio attraverso mari e continenti lontani. Il Sinbad di Krúdy è una figura che si stacca dalla banalità della vita reale per affermare il diritto al sogno, la sete di libertà, ma di quel particolare e profondo tipo di libertà che possiamo assaporare solo fugacemente nel sogno e nella fantasia. Gyula Krudy (1878-1933) è stato uno tra i più importanti esponenti della letteratura ungherese moderna. Figlio di un avvocato di nobili origini e di una cameriera, che regolarizzarono la loro unione solo dopo la nascita di nove figli, visse un’infanzia felice e appartata in un paese di campagna. Studiò in scuole religiose, prima dai gesuiti e poi nello stesso monastero di Podolin del racconto al quale abbiamo accennato sopra. Diventato giornalista, pubblicò le prime novelle a soli vent’anni.  Fu scrittore fecondo: tra il 1900 e il 1931 diede alle stampe una trentina di opere. Tra queste da ricordare soprattutto Le storie di Sinbad e il romanzo La carrozza cremisi gli valsero un grande successo di pubblico.

 

 
 
 
 
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