Le lacrime dell'assassino

Le lacrime dell’assassino

In una casa alla fine del mondo, nell’estremo Sud del Cile, vive il piccolo Pablo Poloverdo, nato dall’abitudine più che dalla passione, solitario e trascurato come ogni altra cosa in quel posto inospitale sferzato dal vento. Un giorno, nella terra dei Poloverdo arriva un assassino. Si chiama Angel Alegrìa, un nome che suona come una beffa del destino appiccicato addosso a un delinquente rude e incallito come lui. Angel è stanco di scappare e ha deciso di installarsi in quella fattoria remota, dove nessuno verrà a cercarlo. Non ci pensa neanche un secondo a tagliare la gola ai genitori di Pablo. Poi però, per chissà quale impulso, quando ha già il coltello pronto a colpire di nuovo, risparmia il bambino. E in quell’istante la sua vita e quella di Pablo cambiano. Tra loro inizia a germogliare un legame che non avevano mai provato prima, perché prima di allora non avevano mai amato nessuno e nessuno li aveva mai amati. Ma il loro isolamento viene interrotto da un forestiero dall’aria ricca e dai modi educati, che chiede di potersi stabilire lì. Quando, insieme a lui, Angel e Pablo vanno in città, il ragazzino innocente e selvaggio scopre che fuori dalla casa alla fine del mondo ci sono libri da leggere, quadri da guardare, musica da ascoltare, gente da incontrare. E Angel capisce che deve lasciarlo libero di andare incontro al futuro. Anche perché il suo passato è tornato a cercarlo per pareggiare i conti...
Angel e Pablo, come Jean Valjean e Cosette, sono protagonisti di una storia di colpa e riscatto che trasforma entrambi. L’uomo in fuga, che si è macchiato tante volte le mani di sangue, conosce la forza dolorosa dell’affetto, la lacerazione dolceamara di sentire di appartenere a qualcuno e di desiderare che quel qualcuno gli appartenga. Impara a versare lacrime che non gli erano mai sgorgate prima, e paga il prezzo altissimo di quell’emozione nuova. Il bambino si apre a una realtà completamente diversa dalla sua esistenza primitiva, una realtà che gli fa brillare gli occhi di curiosità e meraviglia, che risveglia in lui il desiderio di imparare, di capire, e lo spinge passo dopo passo verso l’età adulta. Bene e male non hanno una distinzione netta: convivono come archetipi primordiali dentro e fuori dall’animo umano, messo a nudo nelle sue contraddizioni e nei suoi paradossi. Perché, che ci può essere di più paradossale del rapporto che unisce Angel, il criminale-padre, a Pablo, il bimbo che ha reso orfano e che si stringe a lui come un figlio? Vincitore di importanti riconoscimenti letterari, fra cui il Premio Andersen 2009, il romanzo di Anne-Laure Bondoux incanta con la potenza di uno stile scabro e poetico, e la suggestione di una vicenda sospesa tra realismo e metafora. Con l’atmosfera di una natura aspra e bella (un luogo geograficamente preciso, ma che potrebbe essere un qualsiasi altrove simbolico), e la commovente verità di due personaggi che entrano nel cuore. Definire Le lacrime dell’assassino un libro per ragazzi è riduttivo, come lo sono spesso le catalogazioni. È un capolavoro, e nient’altro.

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