Le pazze giornate della mamma

Le pazze giornate della mamma
Margherita è seduta sul letto ancora mezza addormentata quando si vede letteralmente catapultare addosso, nell'ordine, la gonna, i collant e il consueto buongiorno: sbrigati! Per il piccolo Ernesto e per il suo papà (in una prima fugace apparizione) le cose non vanno meglio. L'imperativo è sempre lo stesso: sbrigatevi! La mamma non ha mai tempo, è sempre di corsa deve, sempre nell'ordine: accompagnare papà alla stazione, Margherita a scuola, Ernesto dalla tata. Sa fare, contemporaneamente, anche tante altre cose: guida, sgrida i bambini che litigano in macchina e prende accordi telefonici con Giuliana la tata, ad esempio. Tutte queste cose insieme e con una dettagliata tabella di marcia da rispettare. Ed è solo la mattina, la primissima parte della mattinata; poi c'è il lavoro, la casa e tutto il resto. Inutile dire che è sempre in ritardo. Sempre lì ad inseguire il ticchettio frenetico dell'orologio, con quelle lancette che stanno sempre troppo avanti. Eppure la mamma è talmente brava che non può che nascondere dei poteri magici. Sono forse quelli che usa quando deve fermarlo questo tempo? Ci riesce, lo ferma per recuperarlo, per stare con Margherita ed Ernesto. Allora le lancette scorrono lente e ce n'è a sufficienza per ballare scatenati, per cantare a squarciagola, per fare gare di solletico. Ritrovato il tempo, si riesce ad assaporarlo, ripieno di cose così tenere che non dovrebbero finire mai... 
La mamma di Margherita ed Ernesto è una supereroina. Una specie di mamma assai diffusa nel nostro tempo: ha due bambini, una casa e lavora. È una podista per natura. Una che in cuor suo vorrebbe tanto disporre di una giornata di 27 ore (almeno). Le pazze giornate della mamma (uscito nella collana Aliberti Kids, destinata ai piccoli lettori) è la sua una storia, racconta di lei (di molte mamme come lei), parlando ad adulti e bambini. Lo fa con i tempi rocamboleschi dell'avventura (almeno nella sua prima parte), quella della lotta quotidiana contro il tempo tiranno. I ritmi sono scanditi dall'alternarsi di un senso pratico tutto materno (necessario per stare dentro alla inconciliabilità della vita di oggi) e una dolcezza, anche questa tutta materna. Le illustrazioni fresche e i colori pastello danno la giusta leggerezza ai personaggi che popolano le pazze giornate di questa mamma sin dall'inizio, lasciando presagire quel magico potere di fermare il tempo. Una piccola nota dolente (speriamo non troppo vicina al vero) sono le fugaci "comparsate" del papà, un po' troppo effetto tappezzeria. Forse una velata allusione al fatto che è sulle mamme che spesso grava questa lotta contro il tempo? Ma sociologia a parte, questo è soprattutto un racconto tenero e realistico di mamme e di bambini. È una storia da cui pescare un linguaggio comune in grado di innescare piacevoli rituali: “ballo scatenato?” “gara di solletico?” sono ormai un richiamo all'attenzione efficace da parte dei miei piccoletti. E mi raccomando, ricordatevi di "usare" i papà! Altro che fugace apparizione, sono i migliori ballerini scatenati del mondo.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER