Lenny & Lucy

Lenny & Lucy
Tutto comincia con una pessima idea. Che ci fa Peter “attraversando un bosco inospitale, lungo una strada serpeggiante e sconnessa”? Un bosco fatto di alberi talmente alti che non se ne vede la cima e nemmeno le fronde, grigi e tutti uguali. Arrivare sani e salvi oltre il bosco e oltre il ponte di legno non toglie a Peter la voglia di tornare alla buona vecchia casa, ma a cosa serve lamentarsi se ascolta solo Harold, “che era un cane e non poteva fare molto in proposito”? Il bosco al di là del ponte è ancora là, con tutte le cose terribili che si nascondo tra i rami, a spaventare Peter e Harold che lo guardano dalla finestra. Bisogna tenerlo al di là del ponte, e per questo arriva Lenny, una creatura fatta di cuscini e modellato come una pagnotta. E perché Lenny non si senta solo arriva anche Lucy, una pagnotta modellata da un mucchio di foglie, che diventa subito grande amica di Lenny. Ora che i guardiani tengono il bosco dall’altra parte, proprio dove deve stare, e che Peter non è più solo con Harold, potrebbe anche venire la curiosità di immaginare possibilità e cose che non si possono vedere o che, semplicemente, non si sono ancora viste finora.

Ci sono bambini che si preoccupano per il trasloco ma poi scoprono una casa nuova; allora si preoccupano per il bosco appena al di là del ponte, ma poi creano un guardiano perfetto; allora si preoccupano per la solitudine di quel guardiano… è lo stare insieme che, alla fine, fa venire voglia di cercare cose interessanti da osservare e che tiene il bosco buio dall’altra parte del ponte, proprio dove deve stare. Peter non può contare sugli adulti per superare le proprie paure, ma questo significa anche che esse non verranno mai sminuite, ma che saranno affrontate in prima persona grazie alla fantasia e con la gradualità propria di un processo di crescita che produca effetti duraturi. Una storia molto allusiva, che gioca tutto su un’illustrazione in cui i grigi e i colori, gli sfondi e i soggetti in primo piano, il familiare e l’altrove si accostano per contrasti e richiami successivi. Pochi personaggi, parole che ritornano a esorcizzare le paure, come i piccoli pezzettini di esperienza che, sommandosi e combinandosi, allargano il cerchio di ciò che è piacevole e rassicurante. Una storia tenera che, però, lascia il desiderio di allargarlo ancora, quel cerchio, di lasciar proseguire il gioco, di uscire dai sottintesi.

 

 

 
 
 
 

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