Lettere con pelo e piume

Lettere con pelo e piume

La volpe scrive alla gallina pregandola di controllare la sua ira: le relazioni fra le due specie sono da secoli funestate da numerosi “incidenti”, ma ora è il tempo della pace. La volpe ha intenzioni sincere, e la gallina, che è una mamma, e per di più chioccia, può capire: la volpe ama la figlia della gallina, vuole sposarla… La formica duemilacinquecentoventicinque vive nel formicaio della foresta dei furetti, settore T5, sezione 2541, galleria 16, e scrive alla sua regina. Perché, nonostante tutto il lavoro che c’è da fare, si annoia. Anzi, si rompe proprio… La chiocciola scrive alla lumaca perché da quando ha visto una sua foto in un catalogo di semi da giardino la sua vita non è più la stessa, non desidera altro che stringerla fra le sue ghiandole mucose… Il porcellino d’India, presidente dell’Associazione dei Mal Chiamati, scrive al Signor Ettore Bellamico, accademico dell’Accademia della Lettere, il guardiano delle parole, il capo del dizionario, perché sente di subire una vera ingiustizia: chiamarlo porcellino… Ma le pare, Bellamico che non è altro, che somigli a un maiale?... Il corvo scrive ai polli per lamentarsi di tutti gli altri animali, spettegolare su di loro, con la scusa della condanna di comportamenti moralmente esecrabili, e sottolineare il problema della sicurezza…

È una raccolta di carteggi, dei quali però custodiamo soltanto le lettere inviate da uno degli interlocutori che di volta in volta compone la coppia di individui che ha intrecciato questo rapporto epistolare: non è tuttavia un problema non essere in possesso dei testi delle missive della gallina, della regina delle formiche, della lumaca, dell’accademico o dei polli. Quali siano state le risposte si evince infatti dalle parole della lettera successiva. È un libro bellissimo, allegro, divertente, ironico, scritto in maniera straordinaria e corredato di disegni molto eleganti, come da tradizione francese: non a caso, negli ultimi anni è infatti sempre da oltralpe che provengono i cartoni animati più suggestivi che si vedono sul grande schermo, con quella loro atmosfera così raffinata e lieve da essere quasi impalpabile. Non c’è una virgola fuori posto o una battuta a vuoto: è una musica perfetta, semplice, chiara. È poesia in prosa, perché è un libro molto lirico e delicato. Ma soprattutto è una efficacissima e azzeccatissima allegoria dei nostri tempi, delle virtù e in particolare dei vizi individuali, da cui questo libro, attraverso e tra le righe degli scritti forbiti di animali umanissimi insegna, in maniera originale, a mettersi in guardia, una volta di più: invidia, avarizia, ipocrisia, falsità, superbia… D’altronde si dice, il lupo perde il pelo…



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