Lo spacciatore di fumetti

Lo spacciatore di fumetti
L’appuntamento è per l’11 di ogni mese alle cinque del pomeriggio, alla solita panchina. Un rapido scambio di battute, un passare veloce di bustine di plastica. Uno dei due è Mikla Francia Kiss, un enigmatico uomo di mezza età di cui si conosce solo il nome. L’altro è Sándor Földesi, un ragazzino di quindici anni che di professione fa lo spacciatore. Di fumetti. Per il rigido governo ungherese degli anni ’80 leggere fumetti, tanto più se americani, è un vero reato: non solo è assolutamente proibito vendere, comprare o distribuire una simile “spazzatura”, ma è ancor peggio leggerla e apprezzarla. Il motivo? Induce alla rivolta, eccita gli animi, porta la libertà. Questo è ciò di cui hanno paura le autorità, le cui misure preventive (servizi segreti e complotti misteriosi, guidati dal temibile dottor Kádár) non riescono a scoraggiare la passione che Sándor, Nikolai, Bibo e Zio Szabó nutrono per i loro beniamini. Batman, Spiderman, i Fantastici Quattro e Freccia Nera sono solo alcuni degli eroi che guidano giorno dopo giorno la vita di Sándor e dei suoi amici, alle prese con famiglie disastrate, con una scuola incapace di farli crescere e un regime sempre più oppressivo. E mentre ricostruiscono con la fantasia i tasselli mancanti delle loro storie preferite, i quattro ragazzi vivono le avventure più belle a cavalcioni delle loro vecchie biciclette, pedalando veloci tra le viuzze di Budapest. Ma il delicato equilibrio che li tiene a galla viene meno il giorno in cui il signor Francia Kiss non si presenta al consueto appuntamento e, al suo posto, Sándor trova soltanto un giornale spiegazzato... Cosa gli sarà successo? Riusciranno i ragazzi a sfuggire alla polizia o saranno costretti a scappare? Il destino rimarrà incerto fino a quando un nuovo vento di libertà soffierà sulle loro vite…
Quelli di Einaudi ci hanno visto giusto affidando a Baccalario il compito di inaugurare “Carta bianca”, la nuova collana per adolescenti dedicata a temi forti, impegnati, da trattare in modo moderno e originale. Fin dalle prime pagine si capisce come Lo spacciatore di fumetti è davvero una storia potente, intensa e profonda, capace di commuovere e divertire al tempo stesso. Si tratta di un romanzo di formazione che, attraverso un espediente originale com’è quello della passione per i fumetti (un genere che, ricordiamocelo, nel nostro Paese è troppo spesso dimenticato o sottovalutato), sa affascinare i lettori di qualsiasi età, facendo riflettere sui temi intramontabili della libertà e dell’adolescenza. Anche se la vicenda è ambientata nell’Ungheria del 1989, alle soglie della caduta del muro di Berlino e della fine del comunismo, uno scenario ben diverso dagli Stati democratici in cui viviamo, ognuno di noi si sente partecipe del destino dei protagonisti, gioendo e soffrendo con loro. Chi non proverebbe l’istinto di dare uno schiaffo a Lajos, il ragazzino saccente che fa la spia alla preside? Chi non vorrebbe abbracciare Nikolai, l’amico più caro di Sándor? La sete di libertà e l’ansia di giustizia che ricorrono nel romanzo, accompagnate dal più genuino senso dell’amicizia, sono i capisaldi su cui si giostra l’intera vicenda, scritta con uno stile vivace e profondo che si fa leggere tutto d’un fiato.
 

 

 

 

 
 
 
 
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