Lost Worlds

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Fissando lo schermo ad alta risoluzione di uno dei suoi numerosi computer, Calum non riesce a crederci, quello fotografato sulle alture della lontana e sperduta repubblica della Georgia ha tutta l’aria di essere un lontano e sconosciuto parente dell’Homo sapiens. Cammina ingobbito, ha il naso prominente e un pollice opponibile che lo allontana definitivamente dal suo cugino scimmiesco. Quella creatura potrebbe davvero essere il leggendario Almasty, e di tutte le specie forse estinte o mai esistite di cui si occupa sul suo sito, questa è secondo Calum la più sorprendente. Ma come accertarsi che tutto sia vero e non una montatura sofisticata? Lui è bloccato lì, nel suo magazzino super accessoriato con cinghie appese al soffitto e attrezzature costose, dal giorno di quel maledetto incidente non cammina più e non c’è modo di partire in esplorazione. Poi un tonfo sordo, un rumore di vetri rotti, sul divano di Calum è appena piombato Geco, stava facendo freerunning sui tetti di Londra più precisamente sul suo tetto, che sia l’inizio di una inattesa e proficua amicizia?

Una missione ambiziosa unisce quattro adolescenti: scovare il misterioso Almasty, l’anello mancante della catena evoluzionistica che è sopravvissuto ai cugini Neanderthal e Sapiens, praticamente l’equivalente dello yeti o del vecchio barbuto che scende dai camini a Natale, insomma qualcosa alla cui esistenza nessuno crede. Nessuno tranne Calum Challenger, ultimo discendente di una dinastia di studiosi esploratori che stava per estinguersi in quel terribile incidente d’auto. Solo lui è sopravvissuto anche se orfano e a mezzo servizio, ma nonostante i quattordici anni e l’handicap fisico non è pronto ad arrendersi. Se l’Almasty esiste Calum lo troverà o meglio, lui grazie ai suoi nuovi amici arruolati nell’avventura che puo’ significare una vita: il funambolico Geco in fuga dai malviventi dell’est, la emo/dark Tara che ha hackerato il suo impenetrabile sito e la viziatissima Nathalie, figlia della sua tutrice e per niente allettata all’idea di scalare montagne in una terra remota che disconosce Armani e Chanel. Il primo volume di Lost Worlds segna anche l’inizio di quelle inattese e impagabili amicizie alla Stand by me, dove l’avventura è solo il pretesto e porta alla scoperta di un tesoro ben più prezioso e inestimabile. Bravo Andrew Lane a costruire la trama intorno a protagonisti outsiders, presentandoceli uno ad uno con le loro fragilità e insicurezze, ma anche con i loro insospettabili punti di forza. Il papà letterario di Young Sherlock Holmes (fortunata saga per ragazzi giunta all’ottavo capitolo) ha puntato tutto su un altro quattordicenne, e anche stavolta sembra averci azzeccato.

 

 

 
 
 
 

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