Lotje e la Principessa delle befane

Lotje e la Principessa delle befane
Al calar delle tenebre le due baby-befane Lotje e Piccolina decidono che il tempo dei soliti giochi è finito. Bacchetta, libro magico, abracadabra e Lotje con un incantesimo fa apparire un tappeto volante pronto alla partenza. Piccolina sarà la Principessa delle Befane per una notte. Nel loro avventuroso viaggio notturno, scandito dai bisogni fisiologici della befana più piccola (“Lotje, ho fame”, “Lotje, devo fare la pipì”, “Lotje, ho sonno”), incontrano tre  “Signore delle befane” un po’ hippie pronte ad aiutarle (con risultati non sempre all’altezza…). Ma anche le piccole befane devono andare a dormire e, prima che sorga il sole, un provvidenziale passaggio della Befana della molgolfiera le riconduce a casa, al loro letto, al ricordo di una notte indimenticabile…
Con la nuova edizione di Lotje e la Principessa delle befane torna la fortunata serie della piccola befana Lotje. Sono trascorsi undici anni dalla prima edizione AER, ma le storie della sfortunata Lieve Baeten (scomparsa in un incidente stradale nel 2001) non hanno perso nulla del loro smalto. Favole pastello, sfumate come il tratto della Baeten, in cui si ritrova il senso del meraviglioso nella sua forma più essenziale. Un universo illuminato dal tenue chiarore della luna e di un cielo stellatissimo, attraversato in lungo e in largo da befane un po’ gitane col loro seguito di circhi ambulanti, case-pedalò e mongolfiere alla Mad Max; un universo in cui il genere “femminile” sembra l’unico ammesso (i maschi mancano totalmente all’appello, ma in compenso c’è una massiccia presenza di creature in odor di stregoneria, tra gatti, corvi e pipistrelli vari). Le matite dell’illustratrice belga fanno il resto, riuscendo con segni lievi a creare tavole di incantevole candore, alle quali abbandonarsi lasciando da parte incredulità e cinismo (che i bambini per loro fortuna possiedono in dosi omeopatiche…). Il fascino delle immagini è amplificato dalla presenza di pagine tagliate a lunghezza diversa che mettono in comunicazione attraverso un piccolo trucco grafico tavole opposte, e da un “paginone” apribile che ritrae la befana della mongolfiera a bordo del suo favoloso pallone. Un libro delizioso e strano che fa sorridere con leggerezza e ci lascia con il rimpianto per la tragica fine dell’autrice.

 

 

 
 
 
 
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