Luna

Luna
La madre è una donna straimpegnata. Se non sono i matrimoni che organizza per lavoro, a tenerla occupata si ingegnano gli antidepressivi. Il padre è un poveraccio, un mezzo fallito, frustrato e conformista, che riversa la sua voglia di riscatto e soprattutto la rabbia tipica del perdente sull’incolpevole figlio minore. Liam - questo il nome del ragazzo - è una meraviglia di sedici anni. Alto, atletico, bello come il sole è amatissimo e corteggiatissimo da un corteo di fanciulle che gli sbavano addosso e chissà cosa non farebbero pur di essere degnate di un suo sguardo. Il problema è che c’è un problema. Liam ha un segreto di cui ha reso partecipe soltanto la sorella Regan: ogni notte, clandestinamente, si trasforma in una donna. Sogna di indossare abiti vintage, si trucca con pazienza, infila scarpe col tacco, si mette chiome finte e si fa chiamare Luna, come la luna che appare in cielo quando è buio e c’è poca gente in giro a sbirciare i casi degli altri. All’alba in fin dei conti ogni cosa torna “a posto”, salvo Liam-Luna che coltiva una terribile nostalgia della notte  e non sopporta di vedersi intrappolato in un corpo che non gli appartiene. Sarà Regan, appena di un anno più grande di lui e in preda a una cotta da batticuore per un compagno di scuola, ad aiutare il fratello a percorrere quel cammino accidentato e travagliato della transizione, che lo farà diventare ciò che sempre ha sentito e saputo di essere...
Questo romanzo che fa parte di “Y” (sta per Young Adult), la nuova divisione di Giunti rivolta al pubblico adolescente, affronta per la prima volta il tema della transessualità tra i giovanissimi. Chi pensa di trovarvi effetti shock, scene scabrose e confessioni pruriginose rimarrà deluso, perché Luna, narrato in prima persona dalla sorella-complice, è un libro elegante e delicato, che fa riflettere e come le migliori commedie americane - dosando la commozione con levità di toni e stile - non manca di divertire grazie a esilaranti e originali colpi di scena. Sembra essere approdato nel nostro mercato “a fagiuolo”, nel momento cruciale in cui i trans imperversano a suon di fanfare sui teleschermi della politica e dei talk show. Per questa ragione risulta particolarmente significativo il fatto che sia dedicato a lettori minorenni. L’autrice statunitense spiega in un’intervista rilasciata a Repubblica, che “i ragazzi vedono e sentono tutto già tramite i media e io penso che proprio la letteratura possa essere il modo più sicuro per esplorare gli aspetti spinosi e controversi della realtà”. In un Paese bigotto e avvezzo alla gogna come il nostro, dove a fatica si tollerano gli omosessuali, ipotizziamo sia complesso e forse ancora prematuro il processo di elaborazione e comprensione di quanto concerne l’identità sessuale e più specificamente quella di genere. Perciò va premiato il coraggio dell’editore, la cui mossa azzardata aspettiamo di constatare se sortirà in qualcosa di buono oppure, semplicemente, finirà nel calderone dell’indifferenziato "tutto scorre", nel quale, ovviamente, l’indifferenza regna sovrana.

Leggi l'intervista a Julie Anne Peters

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