Ma l'Amore che cos'è?

Ma l'Amore che cos'è?
L'amore che cos'è? Quante risposte potrebbero esistere a questa domanda, quanti discorsi, anche filosofici e complicati. Ma se questa “strana domanda nella pancia, come il brontolìo di quando hai fame” proviamo a farla a Francesca scopriremo che l'amore è semplicemente un pupazzo maialino; per Valentino è un onisco che si difende chiudendosi a pallina, per la nonna addirittura dei calzini. E così scopriamo che l'amore ha qualcosa a che fare con l'accettazione, con l'istinto di protezione, con lo stupore, la cura e la tenerezza. Scopriamo che si può provare amore nei confronti di una classe di venti bambini, di un germoglio, di un gatto o un pesce rosso. Che l'amore ha tanti nomi, come “pillotta, patatina e anche un po' ciccina”. “E per te, bambina mia curiosa, l'amore che cos'è?”
Sembra che, come i cuori disegnati da Francesca Carabelli che, a differenza di tutti gli altri personaggi e oggetti del libro, non hanno mai un bordo preciso, anche l'Amore di Fulvia Degl'Innocenti non possa far altro che sfuggire ad una definizione per essere piuttosto un insieme di gesti semplici e quotidiani: tenere tra le mani, leggere una storia, fare le fusa, abbracciare... Un libro delicato, di buoni sentimenti, molti disegni e testo semplice, non molto più che una strenna per San Valentino o un pretesto per parlare di sentimenti ai e con i bambini. Sfuggire alla retorica non è certo facile, soprattutto sul finale, ma quel sapore zuccherino che spesso si associa ai libri che parlano d'amore è in questo caso reso vario e meno banale dagli esempi che stimolano l'invenzione e la riproposta del gioco, anche fuori dal libro.

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