Maga Martina e il mistero della mummia

Maga Martina e il mistero della mummia
Leo, il fratellino di Martina, si è rotto un braccio e un medico egiziano è stato l’autore del suo bel gesso. Quando Leo torna a casa con la mamma, Martina viene a conoscenza della nazionalità del medico che ha ingessato suo fratello e decide di mettere un po’ di paura al piccoletto, raccontandogli fantastorie su cadaveri e mummie. Martina è sempre rimasta affascinata da tutto quello che riguarda sarcofagi e dintorni e tra tutti i suoi libri spesso legge e rilegge proprio quello intitolato I segreti dei faraoni. In questi giorni, per di più, al museo della città di Martina e Leo stanno allestendo una mostra con oggetti trovati nelle piramidi. Data la forte passione della ragazzina, la mamma si convince a parlarne con la maestra affinché accompagni la classe in gita al museo. E così è: una vera gioia per Martina e i suoi compagni. Ad accoglierli al museo e a far loro da guida c’è il signor Giulio Dellanotte, un tipo con i capelli lunghi stile popstar, ma che sa un sacco di cose e che racconta alla classe la storia di Ernesto Schiapparelli, l’archeologo che nel 1881 osò entrare in una tomba inesplorata. Il suo diario è un racconto molto intrigante: la sua squadra che lavora agli scavi sembra avere molte difficoltà a raggiungere l’obiettivo, qualcuno forse non vuole che gli scavi vadano avanti. Schiapparelli vede i suoi uomini decimarsi, chi per malattie, chi incappa in incidenti che sembrerebbero casuali, chi si arrende di fronte la vana fatica… e se dietro tutto ciò ci fosse un sabotaggio? Il diario non finisce in maniera esaustiva e Martina decide che c’è solo un modo per scoprirlo: il salto nel tempo. Basta procurarsi un po’ di sabbia dalle pale che si trovano in una delle sale del museo et voilà… Martina è di nuovo proiettata in un’altra realtà, dentro quella piramide, tra cunicoli bui e freddi, geroglifici e un mistero da scoprire…
Continuano le avventure della simpatica maga con i suoi salti a spasso nel tempo pur di mostrarci tutto il suo coraggio nonché la sua simpatia. In questo volume (il secondo della serie) la ritroviamo anche in miniatura, grazie ad un piccolo modellino di plastica attaccato in fondo al segnalibro e che subito fa scattare il sorriso, quello un po’ nostalgico di chi bambino non lo è più. Ancora una volta si entra in un’altra storia, non in un libro, come accade in altri volumi della saga, ma in una storia proiettata comunque in un’epoca diversa, con le note di un diario riportate su carta con sfondo sfumato d’arancione per dar l’idea ai piccoli dello scritto più antico. Questa volta, però, alcuni passaggi risultano meno fluidi e più forzati perdendo così la freschezza e l’originalità che si ritrova maggiormente negli ultimi lavori come Maga Martina a Lilliput e Maga Martina e il libro magico del draghetto. Peccato che qui siano scappati dei refusi di troppo… ma chissà se qualche piccolo e attento lettore saprebbe scovarli! In alternativa, si può sempre provare a scrivere con i geroglifici… Martina, con i suoi trucchi a fine volume, è disponibile ad insegnarli e decodificarli!

 

 

 
 
 
 
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