Mamma, ti ricordi di venirmi a prendere?

Mamma, ti ricordi di venirmi a prendere?
Giorgio aveva paura di andare a scuola. Quando vedeva da lontano il portone, “si sentiva la gola stretta e la pancia un po’ strizzata”. Anche le gambe gli tremavano! Gli succedeva non perché non gli piacesse andarci, anzi… Amava giocare con alcuni suoi amici.. E poi, c’era la maestra Donatella che era proprio tanto simpatica. La maestra Giulia un po’ meno… Ma il problema vero era che si spaventava che la mamma lo lasciasse lì, che si dimenticasse di venirlo a prendere. La madre, notando lo sguardo pensieroso del figlio, gli chiese se andasse tutto bene. Giorgio rispose “E se ti dimentichi?”. La mamma capì che il suo bambino era spaventato e lo rassicurò dicendogli che pensava a lui tutto il giorno, anche quando era al lavoro. Nel suo portafoglio custodiva gelosamente le foto della sua famiglia. E trovò un sistema per far tornare al suo piccolo il sorriso…

Mamma, ti ricordi di venirmi a prendere? è una brossura illustrata dedicata ai bimbi dai tre anni in su che si trovano alle prese con la difficoltà di separarsi da mamma e papà per andare alla scuola materna. Annalisa Strada, l’autrice del libro, ha dichiarato di aver vissuto sulla sua pelle la paura di essere dimenticata a scuola e che per questo ha scritto questa storia. L’angoscia di essere scordati e lasciati soli non è una cosa rara nei bambini. Crescere significa infatti perdere alcune certezze, come il calore della famiglia; la tremarella, il mal di pancia sono dei segnali di qualche difficoltà – del resto naturale – che il bambino incontra nel processo verso l’autonomia dall’ambiente familiare. Il libro, corredata dalle belle illustrazioni di Francesca Assirelli, ha il pregio di affrontare un tema caldo, per tutti quei bimbi – ma anche per i loro genitori – alle prese con un importante momento della crescita. Sebbene la soluzione adottata dalla mamma di Giorgio nella storia risulti forse un po’ troppo facile e naïf, il libro, letto ad alta voce dai genitori che hanno colto la paura dei loro bambini e che vogliono rassicurarli, raggiunge comunque il risultato sperato. Alla fine della storia, i lettori trovano anche attività-gioco adatte all’età prescolare.

 

 

 
 
 
 

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