Matilde

Matilde

Matilde è una bambina con i capelli neri raccolti in due buffi ciuffi sulla testa e una gonna rossa. La osserviamo spostare prima una cassetta, poi due vasi, infine dei libri per impilarli sotto una finestra, arrampicarcisi sopra e affacciarsi. Dentro la stanza, due file di sagome disegnate su dei fogli appesi a due fili, tanti animali strani che da quei disegni sembrano essere usciti fuori, e un pittore seduto a dipingere uno strano uccello, che comincia anche lui a scappar via dalla tela. Il pittore calza degli occhiali e ha una sciarpa dello stesso colore della gonna della bambina. Sul davanzale un barattolo pieno di pennelli, dal quale la bambina ne ruba uno, scoperta dal pittore che cerca di acciuffarla senza riuscirci. Con quel pennello, Matilde disegna un grande drago sul muro, un drago rosso che si anima e scappa via. La bambina lo insegue e riesce anche a salirci a cavallo. Ma poi cade, perché il drago è piuttosto irrequieto e si aggira per la città distruggendo tutto quello che gli capita a tiro...

Sozapato è lo pseudonimo di Sofia Zapata Ochoa, artista ecuadoregna, di cui per prima la Posts & Telecom Press, casa editrice cinese, pubblica Matilde, albo nato dal progetto conclusivo del Master in illustrazione per l’infanzia conseguito dall’autrice a Madrid. Matilde è un silent book ricco di spunti grafici, a partire da quel titolo scritto con il rosso, unica tinta che colora il mondo grigio degli uomini e delle donne che indifferenti percorrono le strade, anch’esse grigie, attraversate dal grande drago rosso dipinto dalla bambina. In realtà, se si osserva bene la grande quantità di figure che popolano le piccole pagine quadrate di questo albo ricco di particolari, si può notare che un altro colore appare: il turchese, per l’esattezza il blu ceruleo, del pennello della bambina. E dei pantaloni di quel bambino che compare solo tre volte: l’unica figura non protagonista attenta a ciò che sta accadendo. Proprio lui, sembra, infine, poter raccogliere il testimone per proseguire idealmente la storia. E chissà se stavolta il bambino saprà controllare il frutto della sua fantasia, o se ne farà travolgere e anche lui avrà bisogno che intervenga il pittore, come un deus ex machina, a salvarlo. Ancora una volta una riuscita e originale pubblicazione della Kalandraka, che in quest’albo punta all’impatto grafico per fare arrivare la storia dritta “al cuore e al cervello”, sempre che l’adulto riesca a “mediarla e lasciarla anche farsi spazio”, come spiega in un’intervista Lola Barcelò, direttrice della casa editrice sbarcata in Italia nel 2008 dalla Spagna.



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