Messaggero delle stelle - Galileo Galilei

Messaggero delle stelle - Galileo Galilei
Roma, giugno 1633. Il Tribunale dell'Inquisizione dichiara Galileo colpevole di eresia e lo condanna ad una vita sotto sorveglianza, segregato in casa. È l'epilogo prevedibile di una storia cominciata molti anni prima, la storia di un uomo solo, di un grande scienziato che aveva osato contraddire le Verità delle Sacre Scritture e dei filosofi antichi: il sapere laico e scientifico contro il sapere dogmatico, la libertà di pensiero contro l'oscurantismo...
Messaggero delle stelle è un libro scritto per bambini (4-10 anni per capirsi), ed è un merito non da poco. A Peter Sís è perfettamente riuscito il tentativo di rendere appetibile per i più piccoli il racconto della esemplare vicenda biografica di Galileo Galilei, con un'eleganza di esposizione e costruzione davvero sorprendenti, senza mai perdere di vista il suo pubblico potenziale e sfuggendo allo stesso tempo ai rischi di insterilire la storia banalizzandola. Come è arrivato questo risultato? Sís ha seguito un percorso parallelo per testi e illustrazioni. Da una parte la linea narrativa principale fatta di frasi brevi ed evocative. A questo primo livello di lettura è stato aggiunto quello più adulto e ondivago dei frammenti dei libri di Galileo, dei documenti, delle brevi digressioni: testi scritti a mano che si fondono con l'iconografia creando “figure di testo” sempre nuove. Dall'altra parte le immagini, che occupano gran parte del “formato atlante” delle pagine e alternano stemmi, cornici “turrite”, mappe tridimensionali che imitano la cartografia dell'epoca, simboli allegorici, scenografiche rappresentazioni dei momenti chiave della vita dello scienziato: tutto bello da stropicciarsi gli occhi e soprattutto “parlante”. Le tavole ricreano magicamente l'atmosfera e il sentimento degli avvenimenti narrati rendendo quasi superflua la conoscenza del loro contesto storico-culturale. C'è una pagina in cui Galileo è al centro di un anfiteatro circondato dai suoi giudici porporati. Ha lo sguardo basso e i suoi piedi poggiano su un disco dorato, un'isola attorno alla quale, in un vortice d'acqua, nuotano i simboli delle costellazioni, le stelle, i pianeti e una minacciosa personificazione della morte. È il momento della verità e della paura, una paura umanissima che avvicina ancor più i lettori bambini alla figura dell'uomo “con le stelle negli occhi”, capace di spiegare i misteri e le meraviglie dell'universo con la dote di uno strumento di osservazione con cui rivaleggerebbe ai nostri giorni anche il più rudimentale dei telescopi-giocattolo. Di fronte a personaggi come lui, viene da chiedersi, malinconicamente, come sarebbe oggi il nostro mondo se la libertà di pensiero non fosse stata così spesso conculcata nella storia dell'umanità nel nome di dogmi ogni volta diversi. La Chiesa Cattolica tre secoli dopo ha perdonato, noi ancora non ce la sentiamo. Galileo vive...

 

 

 
 
 
 
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