Nessuno si muova

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Blu. È il colore più caldo secondo un celebre film, ma in questo caso è invece il colore della paura, anzi, proprio della fifa che Antoine prova la prima volta che gli succede di sperimentare quel potere che non sapeva di avere e che ha sempre creduto impossibile da possedere per chiunque. Ricorda distintamente, come del resto accade sempre a tutti quando un evento ci sconvolge in maniera decisiva, cosa stesse facendo in quell’istante, che rievocando di fatto rivive in un eterno presente. È in cucina. Sta facendo i compiti. Non ama per nulla studiare in camera sua. Preferisce di gran lunga, anziché essere isolato, sentire i rumori della casa, come se fossero una voce amica. I programmi alla radio. La musica dello stereo. La mamma che parla al telefono, e che in realtà sostiene – ed essendo una professoressa di storia e geografia, ma fortunatamente non nella scuola che frequenta Antoine, la sua opinione ha in effetti una certa autorevolezza – che così si deconcentra, e infatti, visto che i suoi risultati non sono brillantissimi, forse farebbe meglio a starsene in un posto un po’ più tranquillo, ma non sempre nella vita si fa la scelta in assoluto più saggia. Fuori sta facendo buio. C’è speranza dunque che il padre stia per tornare a casa, anche se d’inverno di norma al contrario fa spesso piuttosto tardi. Fa il tassista, e più i clienti sono rari più tempo in strada deve passare se vuole guadagnare qualcosina. La mamma sta pelando le carote per cena, Antoine sta facendo gli esercizi di matematica e d’un tratto il tempo si blocca. Per tutti e tutto, tranne che per lui…

Olivier Adam è un pluripremiato scrittore francese, cresciuto nella periferia parigina ma da tempo ormai bretone d’adozione, autore di chiara e meritata fama che ha collaborato anche alla sceneggiatura di un ottimo film con un cast prestigioso (Mélanie Laurent, Kad Merad, Julien Boisselier) tratto, da Philippe Lioret, regista esperto e capace, dal suo celebre, bello e omonimo romanzo Stai tranquilla, io sto bene (Je vais bien, ne t'en fais pas: per il pubblico internazionale Don’t worry, I’m fine). in Nessuno si muova, prima opera della sua produzione per l’infanzia e l’adolescenza (e dunque a maggior ragione adatta a tutti) a giungere in Italia, con grazia e delicatezza narra la storia di Antoine. Che è un ragazzo, e un bellissimo personaggio, con il quale non è difficile immedesimarsi, anzi, perché è connotato in maniera ampia, precisa, puntuale, riconoscibile, accattivante, perché è come tutti noi siamo o vorremmo essere, curioso, impertinente, vivace, con un’inguaribile tendenza al sogno, alla distrazione e a cacciarsi nei guai, e soprattutto perché ha un potere irresistibile, invidiabile, desiderabile e desiderato ma che dà anche grandi responsabilità, è difficile da gestire e induce alla riflessione in merito a come lo adopereremmo, e a quali sarebbero le nostre priorità: sa fermare il tempo, maledetto tempo, inesorabile, sempre uguale e sempre diverso, estensione e durata, che a volte vola via e ci lascia l’amaro in bocca e il senso d’un’occasione perduta, altre non passare mai, ingrommato dalla viscosità mefitica della noia. Il tema è dunque filosofico e complesso, ma Adam sa renderlo in modo fiabesco e fascinoso, e ricorda ancora una volta a tutti come in realtà non siano certo davvero, e non è retorica, le cose materiali a dare la vera felicità.

 


 

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