Non chiamatela Crudelia Demon

Non chiamatela Crudelia Demon
Katia ha quindici anni, genitori in cassa integrazione e amici scapestrati. Tutti i giorni, dopo la scuola, lei e il suo gruppo si trovano alla Madonnina. Qui inizia una vera e propria guerra con la signora Mautino, una vecchietta inflessibile che non sopporta quei ragazzi maleducati. La tensione tra i due contendenti arriva a tal punto che il gruppo, per fare un dispetto, lancia delle bottiglie di vetro nel giardino della signora. Furibonda, la donna si mette d’accordo con il preside della scuola e impone una severa punizione. Mentre tutti gli altri andranno per alcune settimane a raccogliere la spazzatura insieme ai netturbini, Katia è la prescelta a fare da compagnia alla signora Mautino. La ragazza si dispera, incapace di credere che proprio a lei sia riservata quell’umiliazione. E invece, a poco a poco, i silenzi sereni di Olga, i suoi modi di fare gentili, le sue letture interessanti, avvicinano Katia alla donna. E alla ragazza si aprirà ben presto un mondo mai immaginato: quello lontano della Russia degli anni Quaranta, del partito comunista e dei gulag, quello del freddo e della sofferenza vera…
È un romanzo leggero ma intenso l’ultimo di Anna Lavatelli. La scrittrice piemontese di impronta rodariana insegna ai lettori la bellezza dell’incontro tra le parole semplici di una ragazzina dalla vita fragile e quelle gravi e profonde di un’anziana signora sopravvissuta all’inferno dei gulag. Un rapporto inizialmente difficile e contrastato, che ben rappresenta la diversità tra le generazioni, che poi trova un equilibrio delicato ma solido in una comune sensibilità e dolcezza. È un universo di piccoli gesti gentili quello che viene descritto dalla Lavatelli, molto diverso dal mondo avventuroso ed energico rappresentato nei recenti romanzi storici Chiedimi chi sono e Senza nulla in cambio, prove davvero elevate della sua capacità di scrittura. In Non chiamatela Crudelia Demon (il cui titolo riprende una frase urlata da Katia alla ex amica, indicativa del momento di turning point del racconto) il rapporto con la signora Mautino sembra ricordare la delicatezza di molti altri libri di Anna Lavatelli, da Paola non è matta a La nonna in cielo. Come in quest’ultimo (destinato però a un pubblico molto più giovane) vi è una controparte dolorosa: se lì era la morte della nonna, qui è la follia del regime di Stalin a diventare il tema grave su cui riflettere. L’autrice fa luce su una realtà decisamente poco affrontata nel panorama letterario per l’infanzia, usando un linguaggio scorrevole e leggero, adatto a un pubblico non adulto. Bellissima anche la copertina di Giulia Sagramola, i cui toni accesi (rossi e rosa) fanno da contrasto con la figura oscura e misteriosa dell’anziana signora (tra nero e verde), esprimendo bene le emozioni contrastanti della protagonista.

 

 
 
 
 
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