Oltre il muro di nuvole

Nessuno ha chiesto a Mario, dodici anni appena compiuti, se fosse d’accordo con il trasferimento. Da Roma a Bruxelles non è mica uno scherzo. Dodici anni di vita, amici, scuola, abitudini, basket: tutto messo in quattro valigie su un aereo. Mario è davvero contrariato, anzi proprio arrabbiato. La mamma ha ottenuto quell’ambitissimo contratto nel prestigioso laboratorio di ricerca, ed era contentissima quando glielo aveva detto. Si trasferiranno non appena finita la scuola. Ma nessuno gli ha chiesto se è contento o almeno d’accordo. “Bruxelles ti piacerà”, gli hanno garantito. Ma lui è arrabbiato. Sta bene a Roma, ha i suoi ritmi e le sue sicurezze. Con i genitori va abbastanza d’accordo, ma comincia ad essere stufo di un madre tanto attiva, tutta presa dal lavoro, che cucina da schifo. “Io credo che le mamme dovrebbero fare le mamma, se vogliono avere dei figli”, pensa Mario nei suoi dodici anni. Lo dice anche a Rita la Stramba, la sua vicina di poltrona, sull’aereo che lo sta portando dalla sua Italia nello sconosciuto Belgio. “Stai facendo un discorso misogino”, lo riprende allora Rita: “Se fosse stato tuo padre a trasferirsi e tua madre avesse dovuto lasciare il lavoro per seguirlo allora ti sarebbe andato bene?”. Effettivamente Rita ha ragione, pensa Mario mordendosi il labbro. Inizia così un viaggio che porta Mario a ragionare sulle proprie paure, a cominciare dalla paura di volare che ha scoperto di avere non appena salito sull’aereo. Un viaggio emotivo, un decollo psicologico in cui il dodicenne deve fare i conti con tutto ciò che finora ha ritenuto immutabile e certo. Tra una battuta e l’altra, la sua vicina di aereo lo trascina in una storia avventurosa in cui compaiono re e regine, aviatori e giornalisti; la storia di Fiorenza de Bernardi, prima donna comandante italiana, figlia del Maggiore che osò contraddire il duce. Mario viene rapito dal turbinio degli eventi snocciolati da Rita la Stramba, e dimentica di essere su un aereo e di stare volando. Che storia strana, pensa quando Rita finalmente tace e lui si rimette le cuffiette per ascoltare il suo gruppo preferito. Riflette, guardando fuori dal finestrino, su come effettivamente ci si attacchi a delle certezze per il bisogno di sentirsi al sicuro, ma di come tutto in realtà possa cambiare. Non fa in tempo a pensarlo, che Rita la Stramba lo invita a seguirla, ed è così che Mario si ritrova nella cabina di pilotaggio. “Comandante De Bernardi, è un onore e una gioia averla a bordo con noi!” esclama la comandante Dominicis. “È solo grazie a lei se noi donne siamo arrivate a guidare un aereo di linea” prosegue. Mario è frastornato. Quel viaggio si sta rivelando davvero un decollo in grado di portarlo oltre un muro di nuvole, quelle che nascondono il panorama, quelle che celano come tante cose che ci sembrano grandi siano poi molto piccole, viste dall’alto. Una volta atterrati, Mario si accorge di non avere più paura dell’aereo, tutto sommato non ha neanche più paura di Bruxelles, della nuova scuola, della nuova vita che lo attende…

Un racconto che dura il tempo di un viaggio in aereo da Roma a Bruxelles, quello con cui Gigliola Alvisi ci racconta la storia di Fiorenza de Bernardi, la prima donna comandante italiana, colei che ha rotto quel muro che impediva alle donne di guidare un aereo. Attraverso la sua storia, Alvisi ci spiega come siano tanti, troppi, gli stereotipi che ancora limitano il ruolo delle donne nella nostra società, e come anche i più giovani ne risultino già contagiati. Ma attraverso l’esempio positivo di chi per prima è riuscita ad infrangere quel muro, la scrittrice ci rivela come spesso i pregiudizi siano proprio come le nuvole: impediscono la visuale ma sono inconsistenti. Per questo è importante andare sempre oltre, non avere paura di volare. Un volo storico ma anche emotivo, un racconto che accomuna gli aspetti cronologici al mutamento sociale necessario, una voce che accompagna il viaggio dei più giovani verso il futuro. Un racconto semplice, scorrevole, ricco di aneddoti e riferimenti, piacevole per i ragazzi ma anche per i più grandi.

 


 

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