Ottoline va a scuola

Ottoline va a scuola
Ottoline è una bambina davvero speciale: vive in un grattacielo che tutti chiamano Macinapepe, ha due genitori soci dell’associazione collezionisti itineranti che girano il mondo e un migliore amico, Mister Munro, una strana creatura pelosa che la segue in tutto e per tutto. Persino quando, dopo aver fatto amicizia con Cecilia Forbes Laurence III e con il suo pony della Patagonia, Barbuglio, chiede ed ottiene dai genitori di poter frequentare la stessa scuola dell’amica, la Alice B. Smith, riservata ai talenti alternativi. Una scuola che vede tra i suoi studenti, oltre a Cecilia, Brian, figlio dell’uomo invisibile, la Sultana del Pahang e Newton Sir, il ragazzo genio. Ottoline si immerge da subito nella frenetica vita della scuola, con attività che vanno dalle lezioni di osservazione a quelle di sorseggio, dall’origami all’ora di fischio e al miglioramento personale. La bambina si prodiga in tutti modi per cercare il suo talento speciale, cimentandosi in esercizi con i piatti, nella creazione di composizioni floreali aeree, nel gioco del croquet, nel disegno, senza però scoprirsi particolarmente abile in nessuna di queste attività. Sarà una vera epidemia di paura, che colpirà i suoi compagni e li porterà a credere che la scuola è infestata dagli spettri, a mettere Ottoline in condizione di mostrare finalmente il suo particolare ed inaspettato talento...
Una moderna e strampalata Pippi Calzelunghe, la piccola Ottoline, che in questo secondo libro della serie a lei dedicata (dopo il successo di Ottoline e la gatta gialla), vive con curiosità e intraprendenza l’ingresso nel mondo della scuola e la scoperta di sé, dei propri limiti e dei propri punti di forza: una bella lezione per i piccoli lettori, chiamati ad interrogarsi attraverso la sua storia su ciò che appassiona i loro cuori e su ciò riesce loro meglio, nella consapevolezza che alla fine tutti, ma proprio tutti, trovano il loro talento speciale. La forza della scrittura sta in un efficace meccanismo di storie mirabolanti incastonate l’una nell’altra, con personaggi che hanno tutti qualcosa da raccontare. Ma la vera peculiarità di Riddell sta nel suo primo vero amore, ovvero il disegno: la straordinaria precisione dei dettagli unita alla capacità di rendere gli stati d’animo dei personaggi, fanno di Riddell, storico vignettista politico dell’Observer, un autore molto più che convincente nel racconto di mondi “altri”, tanto divertenti quanto improbabili, fino a risultare credibile. Quasi fosse anche lui uno dei tanti strampalati studenti della scuola dei talenti speciali.

 

 

 
 
 
 
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