Paure di mamma

Paure di mamma
“Paure di mamma” racconta la storia di una Mamma Capra molto apprensiva, preoccupata sempre per i suoi piccoli Lilo, Laila e Lulu e delle insidie nascoste nel mondo: il pozzo del cortile, Compare macellaio e soprattutto il Signor Lupo. Ansiosa e diffidente com’è, questa mamma non riesce neanche ad andare a far la spesa senza i suoi capretti. Quando ci prova - naturalmente dopo aver dato mille raccomandazioni - torna sempre indietro convinta che qualcosa di brutto possa essere accaduto. Puntualmente, però, scopre che le sue paure erano infondate. I suoi piccoli, infatti, sono sempre al sicuro: una volta li trova beati sul divano a guardare MondoCapra (il loro cartoanimato preferito), un’altra, dopo aver accusato ingiustamente Compare macellaio (da poco vegeteriano) di aver mangiato i suoi capretti, scopre che in realtà li aveva portati a casa sua per proteggerli dal furbo e famelico Messer Renardo. Ma come mai è così ansiosa? I suoi buoni motivi veramente li ha, e risalgono ad una brutta storia di molti anni prima che tutti in famiglia ricordano e raccontano, quella della lontana cugina Tilda che aveva rischiato di perdere i suoi capretti per colpa di un lupo molto furbo. Quella storia continua a far paura e, nonostante tutti i lupi siano tenuti d’occhio dalle guardie, Mamma Capra non si sarebbe mai più fidata di uno di loro.
Ma di quale Signor Lupo si sta parlando in questa storia? Il Lupo è da sempre presente nell’immaginario dei bambini e nella tradizione letteraria che lì riguarda, perlopiù come personaggio spaventoso e crudele - anche se non sono rari gli esempi di un trattamento ironico del tema, pensate, ad esempio, agli albi  “Sono io il più forte” o “Sono io il più bello” di Mario Ramos; nela caso di “Paure di mamma” però è  principalmente una personificazione delle fantasie e delle angosce materne. L’autrice Beatrice Masini, nota nel mondo dell’editoria per l'infanzia sia per aver tradotto libri della saga di Harry Potter, sia per i tanti libri di successo a suo nome - sembra che abbia voluto, quasi tra le righe, parlarci di un Lupo meno fiabesco e ancor più pericoloso che richiama tematiche delicate come la pedofilia: “Il Signor Lupo sospirò: oggi i lupi che hanno un certo gusto per le bambine e i capretti sono sorvegliati a vista dalla polizia, e si devono accontentare di conigli, passeri, topi…certo che la carne di topo è proprio amara. Stopposa. Disgustosa. Invece la carne di bambina, quella sì che è buona…Sniff…”. Un lupo dei giorni nostri dunque (solo perché ora di queste cose se ne parla) da cui proteggere i propri figli, ma anche un lupo simbolo della paura per antonomasia da utilizzare per mettere in riga i bambini. Ecco, sembra che l’autrice voglia dare quest’ulteriore sfaccettatura alla trama, di sicuro più ironica, e svelatrice di quanto rompiscatole possano rivelarsi le mamme  con le loro paure, a volte diventando perfino contraddittorie. Mamma Capra alla fine della storia perde la pazienza e dice ai suoi piccoli “smettetela subito…o chiamo il lupo che vi mangia in un boccone!”. Le tavole di Alireza Goldouzian, illustratore iraniano pluripremiato (solo per citarne alcuni: Biennale degli Illustratori di Belgrado nel 2003 e 2005 e Mostra degli Illustratori della Fiera del Libro di Bologna nel 2004) fanno davvero paura per quanto sono tetre. Dalle pagine emerge un lupone dall’oscuro e ampio impermeabile sotto cui s’intravedono dei piedini di bambini. Davvero spaventoso! Anche la rappresentazione della mamma Capra fa tremare: palliduccia e dagli occhi piccoli, quasi inespressiva. Se l’obiettivo dei curatori era quello di rappresentare l’angoscia materna nei confronti dei lupi moderni, allora il libro ha fatto centro. Il testo però, nell’insieme, sembra scorrere poco e la trama appare quasi imbalsamata, con la conseguente necessità di leggerlo più volte per fargli prendere più ritmo. “Paure di mamma” quindi non è proprio ad ai piccolissimi (sotto i 5 anni) ma per le mamme ansiose è una bella lezione.

 

 

 
 
 
 
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