Perché piangi, mamma?

Perché piangi, mamma?
Le donne piangono. Accarezzando i graffi “dentro”, sbucciando le cipolle, in barca in mezzo al mare. Per nostalgia, per tristezza, ma anche per gioia. Le donne sono un mondo a parte. Tanto misteriose e imperscrutabili quanto generose, accoglienti, sempre pronte a comprendere. Perché le donne sanno ascoltare. E vedere oltre. E’ questo l’insegnamento che una madre, attraverso un dialogo schietto e al contempo poetico, cerca di tramandare alla propria bambina, incuriosita già così piccola da questo universo di esseri strani denominato femminile...
Un assaggio lieve e disilluso, evocativo e struggente sul destino che avvolge ogni donna di ieri e di oggi; un racconto sul coraggio, la forza, la dedizione di chi non soltanto fa parte del mondo, ma il mondo lo crea, titanicamente, con amore e terrore. E gli uomini?  C’è posto anche per loro in questa breve fiaba dal gusto “orale” per sole madri e figlie? Certamente. Il posto c’è. A patto che sappiano abbracciare e siano un po’ poeti. Una bella sfida, insomma, quella che fa aleggiare Francesca Bottaini, tra le pagine di Perché piangi, mamma?. Una sorta di “album” di lampanti parole accompagnate dalle illustrazioni delicate di Adriano Gon, che ci rende la vita grazie agli occhi immensi e profondi delle donne, instancabilmente impegnate nelle loro molteplici imprese, curve sulla terra, sulle macchine da cucire, sui mortai, sugli anziani, sui piccoli. A lavorare, ad amare. Curve. Come un dolore. Curve. Come un sorriso.

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