Piccolo grande Bubo

Piccolo grande Bubo
Bubo Bubo di fatto è un cucciolo, ma forse non è più tanto piccolo perché sa già fare molte cose che i veri piccoli non riescono a fare. Prima di tutto lui ha un nome e un cognome, Bubo Bubo: i piccolini hanno solo un nome. Inoltre sa già andare in bicicletta (con le rotelle); poi ha gli occhi grandi, il naso grosso ed ha anche quattro grossi dentoni. Porta il pannolino, certo, ma solo un giorno alla settimana, e poi mangia di tutto, a parte i piselli. Sa camminare all’indietro senza (quasi) cadere e non ha paura di arrampicarsi in alto. Piccolo Bubo è diventato grande, anzi grandissimo, come gli dice ogni sera la sua mamma quando lo accompagna a letto.
Bubo Bubo assomiglia moltissimo ad un bambino piccolo che intende mostrare a tutti com’è diventato grande, elencando le sue conquiste in termini di crescita: denti, pannolino, cibo, l’orgoglio del proprio cognome. La crescita vista come un’avventura e come una faticosa conquista individuale. Una storia dolcissima sulla crescita di un piccolo che non si sente più tale. Beatrice Alemagna ci riporta al suo bellissimo Buon viaggio, piccolino!, pubblicato sempre dalla milanese Topipittori, e ancora una volta dimostra la sua sensibilità nei confronti di chi, ancora bambino, sta però crescendo, riuscendo a calarsi perfettamente nei suoi panni, e descrivendone pensieri ed emozioni. Le illustrazioni sono spassose e colorate, costituite da pochi elementi abbastanza stilizzati su sfondo bianco; impossibile per il piccolo lettore non identificarsi con il protagonista. Da non trascurare la fattura e l'estetica del libro (una priorità per Topipittori): formato piccolo, bordi arrotondati e pagine lisce fanno di questa pubblicazione un'ennesima ottima proposta per piccolini.

 

 

 

 
 
 
 
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