Piccolo Principe Puff

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C’era una volta … un paese dove ai neonati non si davano nomi a caso. Al principe di turno tocca il nome Puff e da qui cominciano i problemi. Re e regina si rendono perfettamente conto delle difficoltà che potrebbe incontrare in società il loro piccolo rampollo e decidono allora di nominare un precettore che si occupi della sua educazione. Viene chiamato a corte il più celebre di tutti, il signor Chiappa (anche lui evidentemente non baciato dalla fortuna onomastica), che non è un maestro normale, e sorprende tutti con un ciclo di lezioni di una banalità disarmante e dal sapore un po’ zen (“uno più uno fa due”, “un gatto è un gatto” e così via). Il ciambellano Nerofumo insinuerà il dubbio sulle capacità del maestro al punto da farlo allontare dal regno, ma il seme del sapere ormai è deposto e Puff, messo alla prova, dimostrerà la bontà degli insegnamenti ricevuti, sconfessando il malvagio ciambellano.
I protagonisti del libro, buffe creature tondeggianti (a metà tra gli Ewok di Guerre Stellari e il Tenerone di "Drive In") strane abbastanza da incuriosire anche il più piccolo dei lettori, animano le tavole dai colori caldi disegnate da Claude Ponti, un illustratore dal tratto particolarmente riconoscibile, con una passione per i paesaggi bagnati dal sole e una prolificità da fare invidia a Stephen King. L’impaginazione non risparmia le sorprese, alternando découpage, rebus, testi mescolati ai disegni. Insomma, l’apprendistato del futuro re Puff è un piacere per gli occhi anche nel piccolo formato che lo contiene e una lezione per i bambini che cominciano a esplorare il mondo e ai quali si chiede di avere sempre più conoscenze, a non fermarsi all’apparenza delle cose: Puff diventerà un grande Re quando dimostrerà di saper mettere a frutto le tre (semplici?) lezioni del signor Chiappa. Per i più grandi – in particolare i genitori spinti a riflettere dalle riforme della scuola già annunciate o soltanto minacciate – Piccolo Principe Puff è un racconto esemplare sulla relazione tra maestro e allievo, sul sapere e sulle vie della sua trasmissione. In più, e soprattutto, è un libro maledettamente divertente, nessuno può resistere al buddismo for dummies delle lezioni del signor Chiappa: lo zen e l’arte della manipolazione della plastilina.

 

 

 

 
 
 
 
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