Pier Paolo Pasolini ‒ Il poeta corsaro

Pier Paolo Pasolini ‒ Il poeta corsaro

Bologna, 5 marzo 1922, Pier Paolo Pasolini nasce da Susanna Colussi, maestra elementare originaria di Casarsa, in Friuli; e da Carlo Alberto, tenente di fanteria, proveniente da un’antica famiglia ravennate e trasferito nel capoluogo emiliano per necessità lavorative. Gli spostamenti in su e in giù per la Penisola, caratterizzano presto la vita di Pasolini, e non solo a causa del lavoro paterno. È a Belluno, nel 1925, che nasce il fratello Guido e che, in seconda elementare, Pier Paolo compone i primi versi, incoraggiato dalla madre, a sua volta appassionata di poesia. A Reggio Emilia, durante gli anni del ginnasio, scopre Carducci, Pascoli, D’Annunzio e poi più tardi, a Bologna, Arthur Rimbaud, che segna profondamente il suo animo. Sempre a Bologna, nel 1942, viene pubblicata, dalla Libreria Antiquaria Mario Landi, la sua raccolta di testi poetici in dialetto friulano: Poesie a Casarsa, alla base della quale – lo avrebbe dichiarato molti anni dopo – c’è il suo desiderio di rendere, in forma grafica, una parlata che, fino a quel momento, è stata solo un insieme di suoni. Intanto, la Seconda guerra mondiale infuria in tutta Europa e, all’epilogo dell’8 settembre, che costringe la famiglia Pasolini ad allontanarsi da Casarsa, si aggiunge la tragedia della morte prematura del fratello, ucciso in un’imboscata. Gli anni seguenti sono cruciali per il poeta: il ritorno a casa del padre dalla prigionia in Kenya; l’adesione al Partito comunista e la sua espulsione a seguito della denuncia per corruzione di minorenni e atti osceni in luogo pubblico; il trasferimento, nel 1950, a Roma, una vera e propria fuga…

Il motivo all’origine della collana Scrittori del ’900 de La Nuova Frontiera Junior è quanto di più nobile e ambizioso ci possa essere: far scoprire o riscoprire ai ragazzi (12-15 anni) autori italiani spesso trascurati o studiati frettolosamente a scuola, attraverso le parole di scrittori contemporanei, che di quegli autori sono appassionati. Dopo i volumetti dedicati alle figure di Italo Calvino, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Natalia Ginzburg, l’editore romano ha dato alle stampe questa breve monografia su Pasolini, ad opera di Rossano Astremo, insegnante di Italiano in un liceo internazionale, non nuovo a progetti come quello della collana, facendo parte dell’associazione Piccoli Maestri, che cerca di trasmettere, nelle scuole, l’amore per la letteratura. La scelta di Pasolini, come oggetto del libro, non è stata per lui accidentale: Pasolini – come dichiara nell’introduzione – è l’intellettuale che più di altri ha cambiato la sua esistenza, per il suo “costante oscillare tra un profondo amore per la vita e una sua perentoria condanna”. Nel libro, la vita di Pasolini è ripercorsa seguendo strettamente l’ordine cronologico degli eventi e cercando di dosare in egual misura fatti strettamente personali e accenni alla trama o al contenuto delle opere. Letteralmente danno colore al testo le illustrazioni rosa shocking di Giulia Rossi e le citazioni della stessa tinta, tratte dalle poesie, dai saggi e dalle interviste di Pasolini (“Solo l’amare, solo il conoscere / conta, non l’aver amato, / non l’aver conosciuto”; “Aiuto, avanza la solitudine! / Non importa se so che l’ho voluta, come un re”…). Per quanto curato in ogni suo aspetto, sia grafico che contenutistico, la lettura trova il suo limite nell’asetticità e/o nella freddezza che a tratti trasmette. Un’impressione di racconto “trattenuto”, dovuta probabilmente al fatto che Pasolini ha affrontato, in tutta la sua attività, tematiche scottanti e, il più delle volte, con un linguaggio decisamente esplicito, non adatte al pubblico di giovani lettori, per i quali la collana è stata pensata.



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