Pietro e i cibi pasticcioni

Pietro e i cibi pasticcioni
Pietro non ha una salute di ferro, si ammala spesso e la mamma ne soffre. Ma il problema sembra essere un altro. Per quanto la madre si sforzi, i gusti a tavola del nostro bambino sembrano presi pari pari da un trattato sul junk-food (salami, patatine fritte, merendine…). Dalla sua dieta sono bandite le verdure e non c’è verso di fargli cambiare idea. Un giorno però il nostro Pietro, a letto con la febbre, cade preda di un sonno pieno di incubi. Per una specie di contrappasso dantesco, nel sogno le sue preferenze alimentari prendono vita e gli si rivoltano contro. Per fortuna una fata (turchina) e un esercito di vegetali umanoidi giungono in soccorso e mettono in fuga i cibi “pasticcioni”. Pietro si trova così al cospetto di Regina Vitamina A (una suadente carota) che lo affida alle cure del dottor Agrumini e della dottoressa Fruttini che lo indottrinano per bene sull’utilità di una sana alimentazione. Alla fine Pietro si sveglia, ovviamente risanato, pronto per la sua nuova vita da bambino in forma…
I bambini di oggi mangiano male, l’obesità infantile in Italia ha una diffusione mai vista prima e i dati epidemiologici sulle conseguenze di breve e lungo periodo di questa “epidemia” di sovrappeso sono allarmanti. Qualsiasi iniziativa in grado di contribuire a limitare le dimensioni del problema e a sensibilizzare genitori e bambini merita considerazione. Con questa premessa, Pietro e i cibi pasticcioni è un libro un po’ vecchia maniera. I disegni di Laura Torretti, dal tratto infantile e di disarmante semplicità, sono un po' un azzardo editoriale in un’epoca in cui alcune illustrazioni di libri per bambini non sfigurerebbero al Louvre. I testi della diabetologa Cinzia Caratti non sono sempre a fuoco e soffrono del tentativo di creare una fiaba allegorica che sconfina spesso nel delirio onirico. Carina (anche se non inedita) l’idea del gioco dell’oca per imparare a mangiare contenuto nelle pagine centrali. Questo bizzarro viaggio di purificazione in cui la “selva oscura” si trasforma in una foresta di patatine fritte che schizzano grasso e il protagonista subisce l’assalto di dieci (dico dieci) würstel “grondanti di ketchup”, possiede un fascino démodé che si abbina bene ai suoi obiettivi soprattutto educativi. Resta il dubbio se facciano più paura le “grosse merendine piene di cioccolato che rubano i denti” oppure le “insalatine con verdi tutù” e i loro amici “pomodorini clown”…

 

 

 

 
 
 
 
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