Primavera, estate, autunno, inverno

Primavera, estate, autunno, inverno
Primavera è un uovo e il suo pulcino, il ciliegio col suo frutto, la polpa nascosta di una fragola, il bruco e la farfalla, la pecora, la mucca col vitellino. L'estate è nel rossore della buccia del peperone o del pomodoro, nella simmetria fatta ad arte del dorso della coccinella, nelle setose rotondità della pesca, nella grazia un po' antica della tortora e nei baffi frementi del toporagno. Poi l'autunno della pannocchia, delle lepri e dei cinghiali, del guscio che copre la noce, delle foglie brunite. E infine l'inverno, nell'arancio e nel giallo degli agrumi, nel pelo morbido e cangiante dell'ermellino.
Dal collaudatissimo duo  franco-belga composto da Francesco Pittau e Bernadette Gervais – all'attivo più di 40 libri insieme (e, inutile dirlo, coppia anche nella vita) – il racconto per immagini della “vita” delle stagioni, secondo i frutti, i fiori, le foglie e i rami, per parafrasare la bella epigrafe di Verlaine che apre il volume. Ogni pagina un soggetto diverso, elegantissimo, su sfondo bianco. Il riferimento ovvio  è agli erbari, e ai bestiari, vista la nutrita presenza di fauna a pelo e a piuma che affianca la flora stagionale;  l'operazione dei due autori si distingue però da altre analoghe - anche recenti, senza andare a pescare nel medioevo – per un paio di ragioni: una più formale, un'altra più sostanziale, che in parte si intersecano. Nei libri, nei libri per l'infanzia, in un libro come questo in particolare, la veste editoriale contribuisce  alla riuscita del prodotto almeno quanto le illustrazioni. E Primavera, estate, autunno, inverno ne sfoggia una davvero preziosa: rilegatura a spirale metallica (color bronzo molto chic), grande formato, cartoncino patinato flessibile e robusto, tanti flap e mezze pagine intercambiabili. La seconda ragione ha a che fare col senso (almeno supposto) di un albo del genere. Pittau e Gervais sembrano essere particolarmente affascinati dall'idea del binomio, fin da Contrari - un albo illustrato di qualche anno fa che spiegava ironicamente gli “opposti” attraverso una serie di tavole con lo stesso soggetto (il profilo di un buffo elefante) - e anche qui di binomi ce n'è a bizzeffe, svelati dalla trovate cartotecniche (il pulcino che esce dall'uovo “aprendo” la pagina, il flap che svela il cuore della cipolla, …). Queste coppie – contenente-contenuto, prima-dopo, madre-figlio – rappresentano proposte di un percorso nei colori, nei sapori e nelle atmosfere delle stagioni che ricorda da vicino la degustazione fatta da un sommelier. Si comincia osservando il colore, poi è la volta del bouquet e, infine, si “tocca” il vino. Chi assaggia lo fa isolando i diversi sentori (avete presente, ciliegia, note agrumate, sottobosco, castagna, ...) ma è la somma delle componenti che realizza l’esperienza sensoriale. Un libro da sorseggiare come un magnifico Barolo (o una deliziosa spremuta d’arancia, sennò mi denunciano…). Prosit!

 

 

 

 
 
 
 
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