Rico il coraggioso

Rico il coraggioso

Roma, 28 aprile 1849. Rico sente gli squilli di tromba e corre verso Villa Sciarra, segue la folla che vuole vedere i bersaglieri. Lungo la strada si fa dare un passaggio su un carretto che trasporta botti di vino, mentre Ciccio, il suo cane bastardino, gli corre dietro. Chiacchera con il carrettiere, Ciceruacchio, per capire se l’arrivo dei bersaglieri sia una cosa buona. L’uomo risponde con passione che è un’ottima notizia, ci saranno così altri soldati che aiuteranno il generale Garibaldi, sembra molto ben informato. A Rico non interessa tanto dei bersaglieri e della guerra, gli preme sapere se quella confusione durerà a lungo perché rubare diventa più facile: per lui come tutti gli altri straccioni della città quello è l’unico modo di riuscire a mette in bocca qualcosa se non ha la fortuna di pescare i pesci a mani nude o di ricevere l’elemosina di un piatto di minestra. Rico, detto il carota per il colore dei capelli, saluta Ciceruacchio e salta giù dal carro. Gironzolando tra la gente a un tratto nota un ragazzo seduto per terra che disegna su un quaderno, ha un bel cappello piumato e una borsa da cui spunta una pagnotta, la fame si fa sentire e Rico decide che vale la pena di provare a prendere il pane. Intanto Ciccio si è avvicinato al ragazzo da cui si lascia accarezzare, quando…

Rico il coraggioso è il romanzo per ragazzi con cui Luisa Mattia, (vincitrice del Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2020, autrice di libri e programmi televisivi), racconta l’assedio della Repubblica Romana, nel 1849, dal punto di vista di un dodicenne orfano e in miseria. I riferimenti storici sono solidi e accurati, ma la Mattia è anche stata capace di trasmettere il senso di precarietà che si respira in una città circondata da forze armate che vogliono conquistarla e allo stesso tempo è riuscita a rendere altrettanto bene l’atteggiamento fatalistico di chi vive d’espedienti. Le informazioni storiche sono trasmesse attraverso piccoli particolari che si fissano nella mente del giovane lettore e creano contorni netti alla narrazione. A partire dai personaggi quasi tutti ispirati a persone realmente vissute in quell’epoca, non solo famose come Anita e Giuseppe Garibaldi, ma anche Rico/Righetto, Ciceruacchio e lo stesso giovane disegnatore, per il quale l’autrice ha preso spunto dal pittore garibaldino Gerolamo Induno che ha documentato con quadri e disegni i combattimenti di quegli anni. Luisa Mattia, quindi, con l’ausilio delle illustrazioni colorate e dinamiche di Davide Aurilia, parte dai dati storici raccolti con ricerche approfondite, ma colma le lacune con invenzioni talmente credibili da permetterle di delineare personaggi con caratteri armonici e coerenti. Il libro è pensato per bambini dagli otto ai dieci anni, ma non è affatto una favoletta sull’eroe dei due mondi, tratta i giovani lettori con intelligenza e rispetto, mescolando con oculatezza la fantasia e la Storia. Lo stile narrativo è fresco, immediato, propone in maniera semplice e diretta tematiche universali sulle quali, qualunque sia l’età del lettore, viene naturale confrontarsi.

LEGGI L’INTERVISTA A LUISA MATTIA



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