Roller Girl

Roller Girl
Tutto inizia quando la mamma di Astrid decide di portar fuori lei e la sua migliore amica Nicole. Di solito la mamma propina delle serate culturali a cui Astrid e Nicole partecipano mal volentieri. Questa volta, però, Astrid è piacevolmente colpita: quello che si trova davanti, infatti, non è un reading di poesia o una mostra di arte contemporanea indecifrabile, ma una partita di roller derby, uno sport fisico e spesso violento su rotelle. Astrid ne rimane estasiata: diventerà anche lei una roller girl, e naturalmente Nicole la seguirà al campo estivo di roller derby... o forse no? Nicole non si sente proprio attratta da quello sport così rude, preferisce la danza, i trucchi e i discorsi sui ragazzi, e in men che non si dica ha una nuova migliore amica e la evita del tutto... Basterà tingersi i capelli di blu per riprendersi dalla delusione e sentirsi una vera roller girl?

La domanda che sorge spontanea, a meno che non si sia esperti del settore, è: che cos’è il roller derby e come funziona? Ebbene, questo sport – di cui l’autrice Victoria Jamieson è esperta, visto che anche lei, come Astrid, gioca nelle Rose City Rollers di Portland – prevede due squadre contrapposte, composte di jammer e blocker: la jammer deve sorpassare il muro di blocker della squadra contrapposta e fa punto ogni volta che riesce a superarne una; le blocker, dal canto loro, non stanno certo ferme lì a guardare e usano tutti i mezzi necessari per bloccare le avversarie. Astrid si ritrova affascinata da questo sport su rotelle così fisico e duro, è incuriosita dai nomi d’arte strani e dallo stile da dure delle giocatrici che vede in campo. Nicole, dal canto suo, si sente già più grande di Astrid, ha altri interessi e un carattere diametralmente diverso. Raccontata a fumetti, la storia è certamente un pretesto per diffondere la conoscenza di uno sport che in America sta prendendo piede, soprattutto in campo femminile, ma è anche occasione per mettere in scena tutte le difficoltà dell’età in cui non si è più bambine ma non ci si sente ancora cresciute. Un’adolescenza alle prime manifestazioni, che si affaccia con tutte le insicurezze nei rapporti d’amicizia, le differenze di carattere che sembrano insormontabili e quel desiderio di ribellione che, a volte, trova innocente sfogo nel semplice cambio di colore dei capelli.



 

 

 

 
 
 
 

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