Rose e l'automa dell'Opera

Rose e l'automa dell'Opera
L’automa Hermès, nei suoi vari pezzi smembrati chiusi nel buio di un baule e dimenticati da tantissimo tempo nei depositi del Teatro dell’Opera di Parigi, giace solo memore ormai delle tante glorie perdute nei tempi lontani, quando si librava e volteggiava sul palcoscenico come una stella, o meglio, come il dio greco dai piedi alati che a qualcuno ha suggerito il suo nome. Per la sfortunata macchina una nuova vita diventa però adesso possibile; l’occasione si traduce in realtà il giorno in cui una giovane allieva della scuola di danza, la piccola Rose, si imbatte casualmente nei suoi resti impolverati. Affascinata dalla scoperta, Rose chiama in aiuto il macchinista Monsieur Maréchal e insieme a lui tenta di riportare in vita il prodigio di un tempo. Un po’ per giorno, con un intervento sapiente dopo l’altro di Maréchal e qualche giro all’interno il teatro protetto dalle amorevoli mani della piccola amica, Hermès rinasce ricomposto e nuovamente funzionante in tutto e per tutto finalmente pronto per avviarsi a nuova vita, verso nuovi successi sul palcoscenico in compagnia della sua inseparabile piccola grande amica.

La coppia artistica Fred Bernard e François Roca torna in libreria ad arricchire il proprio catalogo con una nuova storia che conferma il sodalizio raffinato e vincente. Autore dei testi uno (Bernard) e illustratore il secondo (Roca), i talentuosi autori francesi usano la cifra stilistica di sempre e giocano ancora la carta poetica della malinconia e della dimensione lontana nel tempo. In un bell’albo ricco di suggestioni d’epoca e di atmosfere perdute, il racconto parla di amore, di amicizia; niente è impossibile e la tenacia e la volontà di perseguire i propri desideri sono protagonisti di una rinascita esistenziale e artistica che può essere sempre e comunque possibile quando desiderata e creduta tale. Un invito a credere sempre nei propri sogni e a perseguirli con amore e fiducia. Tra favola e lirismo molto caratteristiche ed efficaci le tavole di Roca, belle e intonate alla storia nella loro riconoscibile identità stilistica. La macchina dimenticata nella polvere per troppo tempo sembra prenderci proprio per mano a farci toccare un cuore che di metallo proprio non è!

 

 

 

 
 
 
 

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