Sai fischiare, Johanna?

Sai fischiare, Johanna?
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Un pomeriggio tranquillo, Nils è sull’altalena con il suo amico Bertil ‒ ma tutti lo chiamano Berra ‒ a raccontagli del compleanno di suo nonno. Come ogni anno ci sarà la torta, verrà offerto del caffè e regalerà a suo nipote qualche corona. Ogni nonno che si rispetti si comporta in questo modo, così come ama pescare al lago o mangiare i piedini di maiale di gelatina, di cui ogni nonno va ghiotto. Berra lo ascolta curioso, però non gli sembra proprio giusto che lui non nonno non ce l’ha. Fortuna che il suo migliore amico abbia una soluzione: andare lì dove gli anziani non mancano di certo, l’ospizio. Nella casa di risposo alla fine della strada la scelta cade su Nils, un vecchio sorridente che trovano a fare un solitario con le carte. Berra gli annuncia senza alcuna esitazione di essere suo nipote e da quel momento la loro parentela comincia. Lo istruisce bene sui doveri di un bravo nonno, soprattutto di non dimenticare alla fine di ogni incontro di elargire una piccola ma giusta mancia. Nils è contento di avere di nuovo la stanza abitata non solo da un vecchio orologio, mille ricordi e una foto della moglie defunta ma anche da due simpatici bambini con l’argento vivo addosso che gli ricordano se stesso tanti anni fa. Non immaginava di ritrovarsi dopo un lungo periodo di solitudine in compagnia a fare aquiloni e rubare ciliegie da un albero, e non consentirà a nessuno di avvicinarsi a quel nipote piovuto dal cielo. Lui è così stanco, ma sa che prima di riposarsi per sempre c’è una cosa che deve fare: uscire da quelle quattro mura e festeggiare con Berra e Nils il suo prossimo compleanno…

Un piccolo e adorabile racconto ‒ estremamente “scandinavo” ‒ sull’amicizia. Il vecchio Nils rinasce nel momento in cui conosce (ma non riconosce) il piccolo Berra. Perché in cuor suo lo sa che quel nipote è nato dalla mente piena di immaginazione di un ragazzino desideroso di avere un nonno, e la cosa gli sta più che bene. La tenerezza con cui Ulf Stark racconta le vicende dei tre amici le rende una lettura perfetta non solo per piccoli lettori ‒ a cui si consiglia di spiegare alcuni dettagli “nordici” come i piedini di maiale in gelatina ‒ ma anche per i loro genitori, che hanno sicuramente bisogno di un po’ di sacrosanta dolcezza. Esattamente come Nils sente la necessità di dondolare le sue gambe dal più alto ramo di un ciliegio per dimostrare a se stesso che è ancora vivo. Forse proprio in questo sta la forza di questo libercolo: le piccole cose, quelle che da piccoli fanno strabuzzare gli occhi per la meraviglia, sono le più importanti, perché ci rimettono in contatto con noi stessi e con chi abbiamo dimenticato di essere. Le simpatiche illustrazioni di Olof Landström sono perfette ad accompagnare i momenti principali della storia: il picnic all’ombra di alti alberi secolari, la creazione di un aquilone con un foulard di seta e una cravatta, una calendula regalata per suggellare un bell’incontro. Tra un capitolo e l’altro fa capolino una piccola mosca, animale tanto comune quanto è straordinaria la storia narrata. Il titolo è legato ad una canzone che Nils impara a Berra a fischiare e se ci riuscirà è da scoprirlo solo nel finale, quando sapremo anche se il vento è forte abbastanza per far volare anche gli aquiloni.



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