Se vede una scala, Ninetta curiosa...

Se vede una scala, Ninetta curiosa...
Un nonno e la sua nipotina, mano nella mano, a spasso appena fuori città. Lui calvo e incravattato, appeso all’entusiasmo“trascinante” della bambina. Ninetta che guida, fulva di capelli e avida di novità. C’è un cantiere sulla loro strada... e una scala. Strano cantiere con un buffo operaio munito di tuba – il cappello intendo. E la scala poi... Comincia così, senza inizio, e non sembra avere fine. Ninetta non ci pensa su due volte e prende a salire, col nonno a ruota. Di gradino in gradino la scala non risparmia sorprese, in un crescendo di assurda varietà. Si comincia con un asinello albino e stralunato, si prosegue con un bimbo che dà da mangiare a un bassotto, un dado, un branco di elefanti. Una sarabanda di oggetti e personaggi tenuti assieme dalla scala e dall’ordine alfabetico con cui compaiono. È un caso che Ninetta si trovi lì? Lo scoprirete alla fine della scala...
C’è “uno di Emergency” dietro questo libro. Alfa Beta è un “vecchio” dell’associazione, ne fa parte da quando è stata fondata e si occupa di raccolta fondi e comunicazione. È lui l’autore della filastrocca e della dedica alla Clinica Pediatrica di Emergency a Mayo e alla nipotina Nina. Per chi non lo sapesse (io non lo sapevo...), Mayo è un campo profughi nei sobborghi di Karthoum, di quelli a perdita d’occhio, di quelli che non si sa “dove mettere le mani”. Emergency proprio lì ha deciso di creare un centro medico pediatrico d’eccellenza (una “Mayo Clinic”, per stare al gioco di Lella Costa nella Presentazione) che ha permesso di curare dal 2005 a oggi migliaia di bambini in maniera gratuita. Dietro Emergency, e per Emergency, c’è un bel libro per bambini e un illustratore coi fiocchi. La storia della piccola Nina la raccontano una buffa filastrocca, giocata sull’ironia e sull’ordine alfabetico e una serie di illustrazioni dal sapore onirico. A spasso per la scala metafisica sospesa nel nulla, la novella Alice fa incontri soltanto dalla A alla Z - “C’è un bianco Asinello sul primo gradino / saliamone un altro, troviamo un Bambino”. Non che la sequenza aiuti a capire granché sulla natura della scala e dei suoi frequentatori nonsense. Nessuno sembra badare all’esistenza degli altri, nessuno guarda oltre l’orizzonte del proprio gradino. Ninetta se ne accorge, si accorge anche degli esclusi (le lettere profughe J, K, Y e W) e propone di ripensare la scala per accogliere tutti e andare insieme a scoprire dove finisce. Un progetto, la capacità di coinvolgere, l’utopia: la politica è roba per bambini...

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER