Sei mariti per una topina

Sei mariti per una topina
Trotte-Pirouette è l’orgoglio della mamma, che non fa altro che parlare della sua bellezza, della sua educazione, del suo buon carattere… Si dà il caso però che Trotte-Pirouette non sia una topolina qualsiasi (ah già, si parla di roditori, in questa storia) ma la figlia di tanta madre, la regina del popolo dei topi in persona. Una regnante dal regale aspetto e un’alta opinione della sua schiatta. Quando arriva il momento di trovare uno sposo per la principessina scopre con disappunto che la sua topina è segretamente innamorata di un topolino grigio, un banalissimo, inoffensivo topolino grigio. Pur di evitare alla figlia la retrocessione sociale e un destino in balia dei pericoli, decide di andare personalmente alla ricerca di un marito migliore. Dopo aver offerto la mano di Trotte-Pirouette a una schiera di animali sovradimensionati, pressati più dalla fame che dalle ragioni del cuore, la regina pensa finalmente di aver individuato il tipo che fa al caso suo: un enorme pachiderma con bombetta, il più grande e più forte di tutti. Ma le apparenze ingannano e l’amore trionfa sempre…
“Quello non va bene, non è alla tua altezza; so io chi ci vorrebbe per te. Per esempio ieri ho conosciuto il figlio di quella mia amica… te lo ricordi? Giocavate insieme da piccoli. Fa l’ingegnere, ha una bellissima casa, e poi è un ragazzo d’oro…”. Quante mamme sarebbero felici (ma non lo ammetteranno mai) di poter influenzare la scelta del futuro marito della proprie figlie! E molte mamme infatti ci provano, ma nella maggior parte dei casi finiscono col gettarle dritte dritte nelle braccia di chi avrebbero volentieri fatto a meno di conoscere. Nelle corti la faccenda è più complicata (chiedere a Carlo d’Inghilterra per maggiori informazioni) e i matrimoni di convenienza non sono così rari, anzi... Sei mariti per una topina trasporta i piccoli lettori in un regno un po’ speciale, popolato da teneri topolini bianchi, neri e grigi, al cospetto di una regina delusa dalle scelte sentimentali della figlia ma così sicura delle proprie da abbandonare il palazzo reale fatto di groviera per andarsene in giro a caccia del marito ideale. Nel suo impeccabile abito a pois non si tira mai indietro, nemmeno di fronte alle cupide fauci dei primi quattro pretendenti (un gatto, un cane, un leopardo, un leone). A differenza della regina Elisabetta II (la mamma dell’eterno principe di Galles), è capace però di ammettere i suoi errori, di fermarsi in tempo, di riconoscere il valore quando lo vede. Lo vedrà in quel topino qualunque, capace di spaventare a morte il colossale elefante ma soprattutto di conquistare il cuore della sua Trotte-Pirouette. Le illustrazioni ironiche e “rumorose” di Christian Guibbaud creano un’atmosfera di lieve surrealtà ­– vedi la tavola in cui la volitiva monarca sta abbarbicata sul dorso di un temibile leopardo che non trattiene le risate per la proposta indecente del matrimonio con un roditore. Una menzione a parte merita la copertina rosa shocking, da romanzo sentimentale, con tanto di cuori e topina che si strugge d’amore. Le principesse Disney sono avvertite…

 

 

 

 
 
 
 
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