Si salvi chi può!

Si salvi chi può!

Il comandante Piero si prepara ad affrontare mari in tempesta e bande di pirati… La mamma mette il suo piccolo Piero nella vasca da bagno, ma ha dimenticato l’asciugamano e ha paura a lasciare da solo il suo bambino, ma sì, tanto lui è così bravo… La nave svetta tra le onde, ma corpo di mille balene! I pirati sono sempre più vicini! Siete pronti a combattere miei prodi?... Il mio Piero, chissà come sta tutto solo nella vasca; ma come avrà fatto a creare tutto quel disordine, forse per sbaglio… Dobbiamo vincere la battaglia altrimenti andremo a picco. Siete pronti a far fuoco? Fuocooo!...
Proprio così, avete capito bene. Il piccolo Piero è una vera peste, altro che il bambino timido e impaurito che crede la mamma! Per tutto il corso della storia la visione della mamma e quella di Piero si incontrano e scontrano in un alternarsi serrato e all’ultimo sangue. Da lettori esperti potremmo aspettarci che alla fine la mamma si renda conto del pazzo gioco di Piero e temiamo già una bella sgridata. Ma un finale a sorpresa rimetterà a posto le cose, e i due troveranno un inaspettato punto di incontro. Un racconto divertente e accattivante, degno del miglior Junaković. Considerato tra i cinque illustratori per l’infanzia più bravi al mondo, l’artista croato non smette mai di stupire per la delicatezza e l’allegria con cui trasforma anche una storia banale nella più appassionante delle avventure. Così accade in questa collana, dall’emblematico titolo “Noi due”, basata su storie semplici e quotidiane, tutta giocata sulla contrapposizione di due persone con punti di vista diversi, quasi per suggerire la bellezza di trovarsi in un mondo in cui nessuno è uguale all’altro. Insomma, come potremmo divertirci se pensassimo e ragionassimo tutti allo stesso modo? Lasciamo spazio alla fantasia e liberiamo la personalità di ciascuno, a maggior ragione se si tratta di bambini: Junaković infatti è uno di quei rari artisti che veramente sa mettersi dalla parte dei bambini e sa guardare la realtà attraverso i loro occhi spensierati. E così Junaković diventa Piero e la voglia di affrontare pirati e maremoti è la sua, suo il desiderio di divertirsi. Nessun pedagogismo, nessuna complicazione dai risvolti filosofici, ma puro e semplice gioco. E quale divertimento migliore di trasformare la quotidianità in un’avventura rocambolesca? La potenza della fantasia non sembra avere limiti, a patto che sia saldamente legata alla realtà. L’artista lascia filtrare la dimensione del gioco attraverso le sue bellissime tavole. Lui, che è stato più volte definito un erede della transavanguardia, trasforma sulla pagina il gesto in segno, che prende la dimensione della forma (stilizzata e precisa) e del colore (rigorosamente rosso, giallo, azzurro e bianco…). È così che le illustrazioni diventano azione e movimento nella loro più autentica essenza. Sicuramente dona slancio alle immagini anche lo stesso formato oblungo dell’albo, che in copertina sembra trasportare Piero tra le mani della mamma sempre più in alto, sempre più su, pronto per una nuova avventura. E voi, siete pronti a divertirvi di nuovo?

 

 

 
 
 
 
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