Siamo tutti inventori

Siamo tutti inventori

Il suo percorso di inventrice e zoologa è cominciato a scuola, quando segue le lezioni, certo, come tutti, ma in realtà la sua vera, unica, grande e principale passione sono i cavalli. La fortuna, racconta Temple Grandin, è che sia sua madre Eustacia che il preside della scuola incoraggiano e sostengono questo suo amore, stimolandola a imparare il più possibile sugli animali e la scienza. Anche gli insegnanti, del resto, le permettono di farlo, purché lei segua, e va detto che la ragazza è ligia e giudiziosa, non sgarra, poche semplici regole: non saltare né i pasti né le lezioni, essere sempre puntuale e prendersi cura dei cavalli. Il che non significa solo cavalcare, anzi, quello è il meno: vuol dire infatti soprattutto dare loro da mangiare, strigliarli come si deve, pulire per bene le stalle. Inoltre altrettanta importanza ricoprono le estati al ranch della zia, quando dalla mattina alla sera Temple è in mezzo agli animali per cercare di comprendere pienamente i segreti del loro comportamento e del loro linguaggio. Non parliamo poi della tempesta di domande con cui subissa il nonno materno, il suo eroe, con quesiti del tipo: Perché le maree sulle spiagge vanno e vengono? Quando è bambina, poi, negli anni Cinquanta, arriva però la diagnosi…

Grazie anche a un ampio corredo di belle ed efficaci illustrazioni Temple Grandin, scienziata americana dalla spiccata abilità divulgativa, illustre studiosa di chiara fama esperta di autismo (disturbo del neurosviluppo dal quale lei medesima è affetta) e di scienze del comportamento animale, autrice di numerosi libri, protagonista di un pluripremiato film della HBO, con Claire Danes, sulla sua vita, nonché figlia della figlia di John Coleman Purves, coinventore del pilota automatico degli aerei (non proprio una roba da nulla…) e dedicatario, nume tutelare e spirito guida del volume di cui si sta per parlare, dà alle stampe un’opera prodigiosa, convincente e appassionante. Sin dalla copertina, e soprattutto dal messaggio, potente ma del tutto privo di retorica: ognuno di noi può fare grandi cose e scoperte pure con pochi mezzi, basta impegnarsi tanto, al meglio e con coscienza, e non abbattersi, perché anche il caso (si pensi solo a Fleming e alla scoperta della penicillina) e soprattutto gli errori hanno la loro fondamentale importanza. Cambiando quel che dev’essere cambiato, il mood sembra un po’ la versione 2.0 del celebre motto di Disney: se puoi sognarlo, puoi farlo. Con un linguaggio rivolto specialmente ai ragazzi, che sono davvero il futuro e la speranza del mondo, non fosse altro anagraficamente, perché a loro toccherà prima o poi occuparsene, e adatto e accessibile a tutti, semplice (ma dotto!), limpido, divertente, non privo di ironia e aneddoti la notissima professoressa associata della Colorado State University fornisce suggerimenti, insegnamenti ed esempi, invita ognuno a fare e collaborare, sperimentare, immaginare, costruire, lasciare libera la fantasia, superare i limiti delle convenzioni, rispondendo a molte domande (in primo luogo a quella in merito a dove nascano le idee degli inventori, anche perché non tutti hanno certo il cappello pensatore di Archimede Pitagorico…) e compiendo un’approfondita esegesi degli oggetti che ci circondano e non solo in base per esempio al materiale (cose fatte di carta) o allo scopo (cose che volano, ma qui Emily Dickinson e la sua famosissima elegia non c’entrano nulla…).



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