Solo David

Solo David

Quella mattina David si è svegliato molto prima del solito e ha preparato la colazione con tutta la buona volontà, anche se sa bene di non essere bravo con i fornelli, almeno non bravo come suo padre. Questi si è alzato dal letto sofferente, ha davanti a sé una lunga giornata che potrebbe essere decisiva non solo per lui, ma anche per il destino di suo figlio. Sono già trascorsi sei anni da quando si è esiliato dalla civiltà, rifugiato con David, un bambino al tempo di soli quattro anni, in una capanna in alta montagna, un luogo sperduto, al centro tra le alture e un bosco con un lago bellissimo, da cui padre e figlio si allontanano solo di tanto in tanto per fare provviste nel paese, posto a diverse miglia di distanza. Papà a David ha insegnato a vivere in modo pieno, curando la sintonia con la natura. Il mondo è un’immensa orchestra e il bambino, come ogni altro essere vivente, deve accordarsi per suonare in armonia la grande musica del creato. E lui sa bene come trovare le giuste note con il suo violino, lo strumento che gli permette tramite dolcissimi suoni di raccontare tutto ciò che vede intorno a sé. Uno stile di vita sano e l’amore per la lettura completano la formazione che ha ricevuto, compreso un efficace allenamento all’autodifesa. Ma adesso il padre sa di avere le ore contate, affetto da una terribile malattia. L’unica cosa che può fare per suo figlio è restituirlo alla società, così quella mattina raccoglie tutte le forze e sollecita David a partire per la pianura. Giunto presso una fattoria, l’uomo decide di fermarsi per trascorrere la notte; completamente esausto per le fatiche del lungo viaggio si rifugia nel fienile, dove il piccolo lo vede addormentarsi per sempre. Allora inizia a suonare il suo violino per descrivere l’enorme dolore che gli lacera il cuore, facendo accorrere i proprietari della fattoria, i signori Holly, che di fronte alle autorità sono costretti a prendere sotto la loro tutela il bambino, con l’impegno di accertarsi se ha dei parenti in grado di occuparsi di lui, anche se dalla lettera scritta poco prima di morire dal padre non si traggono notizie a riguardo. Non si riesce nemmeno a leggere il suo nome dalla firma scritta con la mano tremolante e David non può aiutare il medico legale, il signor Higgins, perché lui suo padre lo ha sempre chiamato solo e semplicemente papà...

Solo David – titolo originale Just David –, pubblicato per la prima volta nel 1916, è una delle opere meno conosciute di Eleanor Hodgman Porter, ideatrice dell’assai più noto personaggio di Pollyanna. Anche David è un orfano sfortunato che lotta contro l’ipocrisia e la falsa moralità del prossimo per difendere il suo diritto a vedere intorno a sé un mondo felice, fatto di persone buone e di sogni da realizzare. Del resto la sindrome di Pollyanna, identificata dagli psicologi cognitivi Margaret Matlin e David Stang nel 1978, ha il nome anche di ottimismo idiota proprio perché denota la tendenza a ricordare solo gli eventi piacevoli, o meglio a ostinarsi a vedere solo il bello della vita, come la bambina della Porter che impara dal padre a trovare aspetti divertenti e positivi anche nelle difficoltà, per non perdere mai il buonumore. Una visione puerile e alterata della realtà, in cui si rifugia anche David, malgrado i momenti di sconforto. Inevitabilmente e anche in modo scontato, l’ottimismo e il desiderio di essere amato del protagonista coinvolgono le persone intorno a lui, che rimangono affascinate e sconcertate dal suo talento musicale e dalla sua vasta cultura. L’opera della Porter per i suoi limiti tende a essere più povera a livello contenutistico e nella descrizione dei caratteri sociali rispetto ad altri illustri esempi di letteratura per ragazzi, da Pinocchio di Collodi ad Alice nel Paese delle meraviglie e a Le avventure di Tom Sawyer. Solo David resta però un romanzo piacevole da leggere, nella sua semplicità la narrazione coinvolge il lettore in una storia lineare, arricchita da personaggi che si fanno apprezzare fin dalla loro comparsa, come Joe il bambino cieco o la splendida e triste Dama delle rose. Sul piano linguistico, la traduzione di Elizabeth Harrowell, sicuramente la versione del romanzo più nota in italiano, non è sempre corretta, in particolare nell’uso dei tempi verbali. Eleanor Hodgman Porter nacque a Littleton nel New Hampshire nel 1868. Dopo essersi dedicata da giovanissima al canto, decise di passare all’attività letteraria, scoprendo ben presto la sua predisposizione verso la narrativa per ragazzi. Esordì a inizio Novecento con la trilogia dedicata a Miss Billy, fino ad arrivare nel 1913 e nel 1915 a pubblicare rispettivamente Pollyanna e Pollyanna cresce, le due opere che le hanno dato la fama. È morta nel 1920 a Cambridge nel Massachusetts.



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