Sredni Vashtar

Sredni Vashtar

Conradin ha 10 anni ed è stato dato in affidamento a sua cugina, la signora De Robb, a cui il bambino non piace affatto, nonostante lei non lo ammetta neanche con se stessa. Il sentimento è reciproco perché il bambino odia la cugina, ma lui ne è perfettamente consapevole, anche se non lo dà mai a vedere. Conradin ha un mondo tutto suo in cui regna sovrana la sua immaginazione, grazie alla quale riesce a sopravvivere alla noia, alla mancanza di affetto e anche alle malattie. Secondo l’autorevole parere del dottore, infatti, il bambino ha una prospettiva di vita che non va oltre i cinque anni e a volte Conradin ha l’impressione di soccombere di fronte all’educazione rigorosa fatta solo di divieti della Donna, come lui chiama la cugina, e ai suoi modi patinati. Così spesso si rifugia nel capanno degli attrezzi dove abitano una gallina e un grosso furetto, portato lì di nascosto. Sredni Vashtar è il nome dell’animale a cui il bambino attribuisce poteri divini, tanto da arrivare a chiedergli una grazia...

Saki, come una divinità birmana, questo lo pseudonimo di Hector Hugh Munro, importante scrittore britannico nato nel 1870 e morto a soli 46 anni per il colpo di un cecchino in guerra. Scrisse soprattutto racconti brevi, come questo su Sredni Vashtar, tutti caratterizzati da una critica spietata alla fatuità della vita mondana, da un gusto macabro e grottesco e visti dalla parte degli emarginati. La crudeltà del bambino protagonista di questo racconto non lo rende biasimabile, anzi il piccolo lettore si ritrova ad invocare con lui la spietata grazia. Questo rende controversa la scelta di pubblicare questo racconto in un albo illustrato rivolto a bambini di 9 anni a cui di certo non si rivolgeva il racconto originale, se non altro per il suo vocabolario piuttosto ricercato. D’altra parte non è neanche giusto preservare i bambini da tutti gli aspetti oscuri e dolorosi della vita, edulcorando la realtà, e questa coraggiosa scelta della casa editrice Orecchio Acerbo va guardata con rispetto. Nell’illustrazione si cimenta, alla sua prima pubblicazione, Francesca Pusceddu che sceglie il bianco e nero, colorando di sfumature di rosso solo la luce emanata dal grande dio-furetto. Il cui nome, Sredni Vashtar, alcuni lo fanno derivare dalla lingua hindi, come anche induista sarebbe il culto a cui si ispirano alcuni dei riti raccontati.



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