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Da quando ci si alza nella propria cameretta i rumori che ci circondano sono tanti. Dalla sveglia sul comodino che batte il tempo con il suo tic, tac al gattino sdraiato sul letto che ancora sonnecchia con il suo ron, ron, ron. Poi arriva papà con il suo cucù a ricordarti che è tempo di andare in cucina per la colazione. Lì, altra stanza, altri suoni a fare da colonna sonora al pasto: trac fa il tostapane quando sono pronti i toast, pluf la bustina di tè dentro l’acqua calda all’interno della tazza. Slurp, invece, è il suono che produce la bontà dei cereali con il latte o di qualche altra leccornia tipica del mattino. Ci si prepara tutti in bagno: chi si lava i denti, frush, frush, frush, chi si rade la barba davanti allo specchio con il rasoio elettrico, che fa quel suo solito bzzzzzz, e chi aggiunge del profumo come tocco finale prima di uscire, fffft. Il viaggio in macchina attraverso la città per raggiungere la scuola ti immerge in una vasta gamma di rumori che popolano le vie, testimoniando la presenza umana: pant, pant fa l’atletico corridore, ni-nooo, ni-nooo il camion dei pompieri che esce dalla sua stazione per aiutare qualcuno, beep, beep le macchine quando vogliono farsi notare da chi le circonda…

Le belle illustrazioni dell’argentina Mariana Ruiz Johnson riempiono questo resoconto giornaliero scandito dai rumori a cui quasi non si presta più attenzione. Le parole, oltre ad essere pochissime e di natura prettamente onomatopeica, passano in secondo piano rispetto alla ricchezza visiva del libro, pieno di colori decisi e di disegni di stampo geometrico e quasi elementare, adatti al pubblico a cui fanno riferimento, cioè i bambini al di sotto dei tre anni. Simpatico notare dei particolari che fanno riferimento ad un assetto più contemporaneo della vita quotidiana, come la manifestazione di piazza in uno delle ultime pagine, in cui l’unico cartellone visibile riporta la scritta GRRR o il genitore che emette il costante bla, bla, bla al telefonino mentre accompagna il proprio figlio a scuola o il pomeriggio in piscina. La tavola finale con l’immersione nella lettura, fatta di esseri mitologici e creature nascoste delimitate da semplici tratti di colore su sfondo nero, sottolinea l’importanza delle parole… senza l’uso di alcuna parola.



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