Storia di un cane speciale

Storia di un cane speciale
Dessa Dean, a dispetto della sua giovanissima età, deve far presto i conti con la durezza di una vita tutt’altro che semplice. La morte di sua madre per una crisi ipoglicemica durante una tempesta di neve, la sua incapacità di portarla in salvo, le lasciano in eredità gravi ferite da freddo alle orecchie e l’incapacità di avventurarsi oltre la soglia della casa di montagna che ora condivide solo con suo padre. L’inverno in nord-America è lungo e intenso, e quell’uomo burbero rimasto all’improvviso senza la sua amatissima moglie fa del suo meglio per crescere quella bimba così fragile, esce di casa di buon mattino e rientra dopo una giornata di caccia, sempre meno fruttuosa con il progredire della stagione fredda. Dessa Dean rimane in casa tutto il giorno, tutti i giorni, spesso in preda a incubi tremendi che le ricordano quelle maledette ore in cui cercò con tutte le sue forze di proteggere il corpo ormai senza vita di sua madre dalla neve e dal ghiaccio; cerca di occuparsi come può della casa e si impegna nei compiti, ma nulla è più com’era prima. Un giorno come tanti sente uno strano rumore alla porta, impaurita si avvicina ma apre l’uscio con troppa foga. Giusto il tempo di rendersi conto che i rumori sul patio erano provocati da un grosso cane marrone, una femmina, che scappa spaventata in mezzo alla neve in direzione del canyon. Dessa Dean vuole farla tornare indietro a tutti i costi e di certo non può immaginare cosa accadrà di lì a pochi giorni proprio grazie a quel cane speciale…
K. A. Nuzum, americana del Colorado, specializzata in scrittura per giovani lettori al Vermont College, ci racconta la storia di un legame particolare tra un cane e una bambina spaventata dalla vita. Di certo non un tema inedito nella letteratura per ragazzi. Eppure ci si affeziona a questa bimba con la cuffia di lana calata sulle orecchie danneggiate dal freddo e ci si commuove per le sue paure e le sue ingenuità, si spera accanto a lei che il cane ritorni e che scelga finalmente di vivere in quella casa rimasta troppo vuota. La bambina e suo padre, avendo perso entrambi la donna che li legava e che mediava tra loro, devono costruire una relazione nuova in quella terra fredda e desolata che l’autrice mostra di conoscere a fondo, e per farlo devono necessariamente accedere a quelle risorse interiori che fanno degli esseri umani persone di valore. Mai come in questo momento se ne sente la necessità.

 

 

 

 
 
 
 
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