Storie di topi

Storie di topi
Un papà topo, sette topolini chiacchieroni che devono andare a nanna, sette storie di topi per farli cadere addormentati. Sono questi gli ingredienti dei brevissimi racconti che compongono l'albo e che ci faranno incontrare personaggi teneri e buffi: una topolina che trova un pozzo dei desideri dolorante, un topino spaventato dalle forme delle nuvole e due amici, uno altissimo e uno bassissimo che hanno una visione completamente diversa del mondo. E poi un topo che vuole assolutamente andare a trovare la mamma, un topo viaggiatore che parla con i venti, un vecchio topo brontolone con le bretelle rotte e, per finire, un topolino veramente sporchissimo che un giorno decide di fare un bagno... con risultati a dir poco catastrofici. Tutti i protagonisti dei sette racconti sono validi aiutanti del fantasioso papà che, alla fine, riuscirà a bere un rilassante tè davanti al caminetto con mamma topo mentre i cuccioli, finalmente nel mondo dei sogni, russano beati.
Storie di topi, piccolo classico del pluripremiato Arnold Lobel (una delle tantissime vittime dell'AIDS negli anni Ottanta: aveva 54 anni), è un albo delicato e, a modo suo, romantico. Le illustrazioni dai tratti lievi e dai colori pastello seguono,  pur mantenedo lo stesso stile, una disposizione grafica diversa in ogni storia, movimentando l'albo e simolando l'attenzione del lettore. Le immagini sono minuziose, leggere e ammaliano con la loro levità e la loro espressività narrativa mentre lo sfondo color crema si intona perfettamente con i colori delle illustrazioni creando un effetto allo stesso tempo caldo ed elegante. I racconti però, non sono sempre all'altezza dei disegni: gli spunti sono potenzialmente molto buoni ma alcune storie lasciano un po' insoddisfatti, quasi fossero incomplete, come se le idee potessero e dovessero essere sviluppate di più e meglio. Per fortuna, il tratto morbido delle graziosissime illustrazioni riescono a stimolare la fantasia dei piccoli lettori. Una lettura comunque piacevole e adatta per preparare al sonno non solo topolini irrequieti ma anche bambini recalcitanti.

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