Storie per una buonanotte

Storie per una buonanotte
Dentro un asciugamano azzurro qualcosa si agita e si dimena: è una giraffa giapponese. Il papà di Ruti ne riceve una al giorno, tanto che non sa più dove metterle tutte 'ste bestiole strambe. Questa però ride in un modo diverso dalle altre, fa “eh eh eh” proprio come se le stessero facendo il solletico. «Sarà meglio controllare che sia veramente una giraffa» dice il papà di Ruti e osserva  zampe e zoccoli dell'animale. Dall'asciugamano spuntano una gambetta rosa e un piede con cinque ditini... La gomma dell'auto di Gidi e di suo papà fa pssss e subito dopo il veicolo sbanda e si ferma. E tutto questo proprio in mezzo allo zoo-safari! Mentre l'adulto cambia la ruota, il bambino si siede all'ombra di un fico e lì gli si avvicina uno scimmiotto che sembra conoscere Gidi da sempre. I due si prendono per mano, iniziano a correre e va a finire che scimmia, Gidi e papà si arrampicano tutti e tre in cima a un albero, come milioni di anni fa...
Secondo David Grossman «il momento della storia-della-buonanotte crea una specie di bolla di vicinanza  e tenerezza nella quale le tensioni possono dileguarsi, svanire, e i due complici della storia – il genitore e il bambino – hanno l'occasione di raggiungere un luogo profondo dentro di sé, e anche dentro il legame tra loro». Questa bolla, leggera e trasparente eppure densa di significato, si concretizza in tutta la sua bellezza tra le pagine di Storie per una buonanotte, un unico volume che riunisce due  racconti per bambini dell'autore israeliano e una sua postfazione rivolta «ai papà e alle mamme che hanno letto una storia ai loro bimbi». Illustrate con le pennellate delicate di Katja Gehrmann e con  la geometria variopinta di Giulia Orecchia, “Buonanotte giraffa” e “Un milione di anni fa” sono due storie nelle quali è sempre un padre ad accendere la miccia dell'immaginazione del proprio figlio; ma la fantasia va poi per conto suo e seguita a brillare – sempre più potente – anche quando l'adulto smette di raccontare ed è ora per il bambino di andare a letto, di chiudere gli occhi e di abbandonarsi ai sogni. Ruti e Gidi continuano a pensare alla giraffa giapponese e a tutto quel che inventa la loro creatività (arricchita da quella dei loro papà) anche sotto le coperte e continueranno a rifletterci su per chissà quanto altro tempo ancora; perché la loro immaginazione è inesauribile e basta alimentarla con le giuste parole per darle il via. Storie per una buonanotte è un delizioso libriccino nel quale Grossman conferma le sue doti di narratore (chi non vorrebbe un papà raccontastorie come lui?) e ci regala una lezione preziosa sul rapporto genitore-figlio: una sfera incolore che rimbalzando dalle mani dell'uno a quelle dell'altro non scoppia ma si espande e diventa sempre più luminosa.

 

 

 
 
 
 
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