Strega delle maree

Strega delle maree
Ormai al settimo libro della serie Principesse del Regno della Fantasia, il Grande Regno che fa da sfondo è quello pacificato e riunito dalle cinque principesse e dai saggi sovrani loro genitori nei volumi precedenti. Ma, fin dalle prime pagine, un'ombra minaccia questa ritrovata serenità. Kalea, principessa dei Coralli, fa un incubo che la riporta immediatamente agli attacchi dei pirati, già affrontati in passato, e l'inquietudine è confermata da un avvertimento del Nonno e dalla comparsa del Cangiante, pappagallo che annuncia sventure. A poco a poco la famiglia si riunisce, ma con la gioia di ritrovarsi c'è l'ansia crescente di questi presagi ormai chiari: è lo stesso Re Saggio a confermarli, svelando l'esistenza di una congrega di Streghe Grigie intenzionata a dominare il Grande Regno. Un aiuto per affrontarle potrà arrivare dall'insidioso Libro delle Streghe. Assegnati i compiti, le avventure cominciano: i pericoli si manifestano subito, ma il rischio è sempre bilanciato da una certa dose di sorpresa, e anche incontrare vecchi nemici, come il Capitanio Buhl, può essere  interessante, e non del tutto negativo. Così, sulle orme di Acquaria, Strega delle Maree, la trama si svolge fino ad una grande battaglia finale, attraverso atti di eroismo, avventure e la nascita di nuovi amori...
Chi attendeva l'occasione per ricredersi dai pregiudizi che spesso accompagnano i libri rosa e i prodotti seriali, dovrà aspettare ancora. Strega delle maree, infatti, è un perfetto esempio della serialità che costituisce ampia parte del mercato editoriale: personaggi convenzionali, ingabbiati in ruoli stereotipati; una lingua anacronistica la cui cura è solo indice di lavoro redazionale specializzato; un linguaggio delle emozioni idealizzato e irreale, reso falso dalla retorica dei buoni sentimenti; una cornice fantasy che, purtroppo, non salva dalla noia di scene “di corte” in cui il vuoto di contenuti è palese... Probabilmente è una miscela che affascina, ma il pegno da pagare per un sogno dell'effimera durata di un libro (o di una serie) è forse troppo alto: far risorgere nella principessa-lettrice il mito di un principe azzurro – anche se la qualifica è aggiornata a quella di marito – che “avrebbe saputo proteggerla”, fornendo un irraggiungibile modello a cui adeguarsi. E' vero, sanno essere anche intraprendenti, queste principesse, e di tanto in tanto disobbediscono, come nell'animata battaglia finale, e c'è da dispiacersi che le parti di vera e propria azione non durino più a lungo... ma è sempre solo l'approvazione, quella che cercano, e, alla fine, non abbiamo di fronte che le ennesime brave bambine. Meno male che ci sono le streghe a darci almeno una scena di umanità credibile, con le loro meschinità e i battibecchi. Finché anche loro non verranno redente.

 

 

 
 
 
 
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