Sulle tracce degli antenati

Sulle tracce degli antenati
Luca intraprende una fantastica avventura, un viaggio vero e proprio nell’alba dei tempi, all’origine della specie umana: in epoche lontane centinaia e milioni di anni fa e in ambienti preistorici alla ricerca del possibile antenato comune a tutta l’umanità, alla ricerca cioè del primo esemplare della nostra specie Homo Sapiens. Con le sue tante domande, Luca ripercorre il labirintico intreccio evolutivo che ci ha preceduto, scoprendo che decine o centinaia di migliaia di anni fa sono state molte le specie umane vissute, spesso coesistenti anche contemporaneamente, insediate in territori assai diversi per condizioni climatiche e morfologiche fra di loro. Sopravvivendo darwinianamente e riproducendosi gli individui che rispondevano meglio alle condizioni ambientali hanno fatto proseguire la loro progenie. Le specie che Luca incontra non sono da considerare nostre progenitrici bensì nostre cugine, perché in realtà condividiamo lo stesso antenato comune antichissimo, un primate quadrupede che visse in Africa circa 6-7 milioni di anni fa. Da esso, di cui non si conosce ancora alcun fossile ma si può supporre qualcosa in base a proiezioni e ipotesi di tipo genetico, discende tutta la famiglia di Ominini che ha portato, tra le numerose specie, anche alla nostra Sapiens. A causa delle mutazioni di habitat succedutesi nel corso di milioni di anni, infatti, si verificò una biforcazione: gli antenati degli scimpanzé (i cugini più stretti di noi Sapiens con cui abbiamo il 98,4% di Dna in comune!) rimasero nella rigogliosa foresta africana centro-occidentale (e con essi anche i gorilla); i discendenti degli Ominini, invece, che rimasero bloccati nella parte orientale e meridionale del continente e per sfuggire alla desertificazione che avanzava iniziarono a migrare spostandosi lentamente tra le praterie dell’Europa e dell’Asia. Qui iniziarono ad adattarsi ad ambienti differenti fra di loro e cominciò quindi l’evoluzione delle varie specie diverse del genere Homo, esemplari con andature e caratteristiche spesso differenti, tutti però più o meno bipedi. Con Luca ci si ritrova a parlare direttamente con molti nostri "cugini", dai più giovani vissuti 70-40mila anni f, fino ai più “anziani”, vissuti addirittura 4,4 milioni di anni fa! Tutti disponibili a fare le proprie presentazioni…

Diciamolo, non è per niente facile trattare argomenti complessi di paleoantropologia e gettare un filo di arianna nel complicatissimo intrico di diramazioni e processi dell’evoluzione umana. Professore di Filosofia delle scienze biologiche nell’Università di Padova, Telmo Pievani tenta la sfida e porta numeri e datazioni su un piano più confidenziale, provando a fare ordine in un quadro assai complicato e in continua evoluzione. L’assunto fondamentale è che l’evoluzione non è stata un processo lineare di discendenza ma che, come nei legami di parentela, si è andata evolvendo per ramificazioni di specie diverse ma "imparentate" e spesso coesistenti. Attraverso l’albero figurato dell’evoluzione umana, le chiacchierate con i vari esponenti preistorici, il testo intervallato da tavole di approfondimento, le schede riepilogative e le illustrazioni, il volume addomestica l’ispida materia rendendola, pur se non facile, almeno un po’ più comprensibile a tutti. Neanderthal, Lucy (tra i più famosi e popolari), ma anche Sediba, Denisova, Flores e gli altri… tutti nostri parenti prossimi. Non discendiamo dalle scimmie perché... siamo scimmie!



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