Terrestri – Istruzioni per l’uso

Terrestri – Istruzioni per l’uso

Il professor T. Lunastorta è specializzato nell’osservare il pianeta Terra, un territorio “poco conosciuto, infestato da specie viventi” che lo popolano rendendolo selvaggio. La Terra da fuori presenta peculiarità strane, e per gli avventurieri alieni che volessero progettarvi una spedizione, è bene imparare le ultime teorie scientifiche “terrestrologiche” per esplorarla al meglio e non incorrere in spiacevoli inconvenienti. Chi abita il pianeta azzurro? I terrestri mangiano alieni arrostiti? I gatti hanno ridotto gli umani in schiavitù? Perché gli umani indossano gli slip? La guida parte dalla gestione dell’atterraggio, passando per l’identificazione degli umani amici e nemici, l’utilizzo del linguaggio verbale e gestuale, esaminando l’alimentazione e le aggregazioni sociali come la famiglia, la vita dei piccoli e gli svaghi. Man mano che si prosegue e si aumenta il livello di complessità, si arrivano ad esplorare pure le emozioni (che risultano per gli alieni essere inspiegabili), le relazioni fra uomo e animale domestico e a rispondere alle domande “inevitabili”: un alieno può essere confuso con un animale domestico? Un alieno può portarsi un umano a casa? Quali sono i souvenir da portarsi dalla Terra?

Una guida per ragazzi - consigliata la lettura dai 7 anni in su - scritta da un’autrice francese già nota in Italia per altri libri illustrati, con un piglio comico, che ironizza sulle abitudini degli umani, spostando il punto di vista alla massima distanza dal quotidiano, ai confini tra fantascienza e teorie scientifiche utopiche: cosa pensano di noi gli alieni e cosa possono sapere di noi, sono pronti ad invaderci, sono buoni o cattivi? La guida, illustrata magistralmente da Stéphane Nicolet, è uno specchio in cui è piacevole guardarsi con la giusta dose di ironia che piacerà soprattutto ai più piccoli lettori. I punti di indagine sono ad esempio le problematiche sull’evoluzione delle mutande, i pericoli dovuti alla puzza che emanano i corpi della nostra specie, l’utilizzo delle parolacce, l’esperienza della mensa scolastica, densa di pericoli, e altre amenità. Un approccio simpatico che consente di guardare il nostro pianeta e la nostra specie in modo disincantato, consapevoli che il più delle volte non è necessario prendersi troppo sul serio, dato che qualcuno potrebbe atterrare da un momento all’altro.



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